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“Assistente virtuale”, messaggistica, smart home, VR: di tutto e di più dalla next evolution di Google

Big G aggiorna la ricerca vocale per renderla più somigliante a un amichevole maggiordomo a servizio dell'utente, mentre lancia due app per messaggi e videochiamate alla stregua di WhatsApp e il portale VR Daydream.

Era appena l’inizio del 2016 quando Mark Zuckerbeg annunciava con un post sul suo profilo personale che la sua sfida per l’anno appena cominciato sarebbe stata quella di portare l’intelligenza artificiale a un livello tale da poter creare un maggiordomo virtuale altamente sofisticato, proprio come il fidato Jarvis di Iron Man. Beh, come nei migliori film forse il patron di Facebook non avrebbe dovuto rivelare così apertamente i propri piani, perché c’è chi l’ha battuto sul tempo, annunciando già il lancio di un assistente virtuale dall’intelligenza molto sviluppata. Non proprio un Jarvis ma un primo passo su una strada che ci potrebbe davvero portare in scenari da film. Sulla scia di Lei di Spike Jonze per capirci.

Ovviamente il competitor in questione è Big G, che nella decima edizione dell’evento dedicato agli sviluppatori, Google I/O, ha annunciato una nutrita serie di innovazioni con cui comincia quella che la stessa compagnia definisce come la sua “nuova evoluzione”. Al centro di questa visione c’è proprio l’Assistente Google, aggiornamento smart – e per di più conversevole – della ricerca vocale che quasi tutti gli utenti Android hanno imparato a padroneggiare con la famosa dizione “Ok Google!”. A parte il nome, cosa c’è di diverso rispetto ai tanti altri strumenti dei competitor che funzionano a comando vocale? Prima di tutto che l’Assistente Google sarà “attivo senza interruzioni su qualsiasi dispositivo e in qualsiasi contesto” (il che ci fa pensare alla polemica sui device-spia cominciata dalle smart tv e che promette di diventare un tema sempre più centrale nel dibattito sulla privacy).  Ma soprattutto, la feature arriva con due nuove applicazioni, che estendono la presa del brand nei settori della messaggistica istantanea e della smart home.

Comincia a fare spazio, Amzaon Echo: Google Home è un dispositivo ad attivazione vocale che arriverà per la fine di quest’anno e permetterà di controllare semplicemente parlando “con tono di voce naturale”, tutti i dispositivi elettronici di casa e lo stesso impianto elettrico. Ma la sfida più grande sembra quella di Allo e Duo, rispettivamente un’app per mandare i messaggi e una per videochiamare, che saranno disponibili non solo per Android ma anche per iOS poiché funzioneranno insieme al numero di telefono proprio come Whatsapp. Da notare come Allo ingloberà anche l’Assistente Google, con la possibilità di interrogarlo addirittura all’interno di una conversazione con gli amici. Ci sarà inoltre una funzione Smart Reply capace di suggerire risposte ai messaggi ricevuti, con tanto di inserti simpatici come emoji, sticker ed editing delle foto.

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Qualche novità ovviamente non poteva mancare nella realtà virtuale, per cui è stata lanciata la piattaforma  Daydream, che trasporta le app dell’utente nel mondo delle immagini a 360°. Big G ha inoltre rivelato di star lavorando con i marchi di smartphone per arrivare a un nuovo visore e a un controller VR  “davvero immersivi, comodi e intuitivi”.

Per la nuova versione di Android N, sono stati rivelati solo alcuni dettagli, ma la compagnia ha deciso di coinvolgere in prima persona gli utenti nella release lanciando un # per la scelta del nome del sistema, che dovrà cominciare per N e che andrà a sostituire Marshmallow. La campagna si potrà seguire con l’hashtag #NameAndroidN e su Android.com/N.

Ovviamente la portata di questi update e servizi dipenderà dalla loro effettiva capacità di rispondere in modo smart e veloce alle esigenze degli utenti. Ma anche se lo scenario da sci-fi non dovesse realizzarsi con queste release, il percorso sembra ben tracciato e prevede, tra l’altro, una concorrenza sempre più agguerrita tra i vari colossi del web. Che si tratti di Facebook, Google o Amazon, la tendenza sembra infatti sempre più quella di invadere i reciproci campi di azione privilegiando l’onnipresenza alla specializzazione.

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