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Vivendi-Mediaset: attesa per mercoledì la cessione di Premium (e la creazione dell’anti-Netflix)

Cedendo il 3,5% delle azioni del gruppo francese a Mediaset, Bolloré sarebbe pronto ad acquisire il controllo di Premium, prima tappa per la creazione di un player internazionale della tv e dell'on demand a pagamento sotto l'orchestrazione di Tarak Ben Ammar.

Oggi il titolo del Biscione è volato in Borsa raggiungendo un +2,5%. L’improvviso incremento si deve però tutto a Vivendi, e in particolare alle indiscrezioni che vogliono l’accordo tra le due compagnie pronto alla stipula, il prossimo mercoledì, sulla base di uno scambio di azioni. Stando alle previsioni del Sole 24 Ore, le due società si passeranno rispettivamente una quota del 3,5%, ma data la notevole differenza nel valore dei pacchetti il gruppo francese finirà per acquisire la totalità della pay-tv. Spieghiamo meglio: le azioni di Mediaset varrebbero circa 150 milioni di euro, quelle di Vivendi 870 milioni. Ne deriva un gap di circa 700 milioni che corrisponde esattamente alla capitalizzazione di Premium, esclusa la quota minoritaria dell’11% in mano a Telefonica. Lo scambio darebbe perciò all’azienda guidata da Vincent Bolloré il controllo dell’emittente a pagamento, che potrebbe essere anche comprata per intero rastrellando la percentuale ora posseduta dalla telco spagnola. Fin qui il lato finanziario dell’operazione, volta però non soltanto  all’espansione nel mercato della tv criptata, settore in cui Vivendi controlla già il main player francese Canal Plus. Secondo il quotidiano la mossa sarebbe propedeutica alla creazione di una vera e propria piattaforma di respiro internazionale volta a contrastare Netflix in Europa, sotto la regia di un altro nome ben noto al mercato audiovisivo italiano e francese come Tarak Ben Ammar.

Amico di lunga data sia di Bolloré che di Berlusconi, il tycoon dei media franco-tunisino è proprietario di Quinta Communications in Francia e di Eagle Pictures in Italia, è socio fondatore e Consigliere di Amministrazione della Weinstein Company, è stato consigliere di Murdoch e vanta una collaborazione perfino con George Lucas. Il Sole 24 Ore lo definisce vicino a Universal, Fox e Sony, siede nel consiglio supervisione di Vivendi e nel CdA di Telecom Italia, controllata dal gruppo francese con il un pacchetto di maggioranza del 24,8%.  A lui Bolloré avrebbe affidato il compito di realizzare questo nuovo soggetto di primo piano nell’audiovisivo digitale europeo, in cui dovrebbero confluire Infinity di Mediaset (ramo italiano e spagnolo) e la tedesca Watchever, sempre sotto l’ala della media company francese (quindi perché non anche Canal Play, il servizio on demand della pay-tv d’oltralpe)?  E non si tratterebbe solo di un mega-player della distribuzione di contenuti in streaming, ma anche della produzione, cui Vivendi pensa di provvedere sia grazie all’alleanza con Mediaset sia con il coinvolgimento delle major americane. Ricordiamo inoltre le trattative in corso con lo studio di produzione Cattleya.

A margine di tutto ciò si aggiunge Telecom Italia, che in un contesto di sempre maggior convergenza tra media e telco, potrebbe costituire un veicolo di lancio non indifferente per eventuali abbonamenti all’offerta di video on demand del nuovo soggetto. Sopratutto se anche l’ex-monopolista dovesse passare completamente in area francese come prospettato dalle indiscrezioni di alcune settimane fa. Se così fosse, il mercato audiovisivo europeo potrebbe essere davvero a un punto di svolta, capace di ridefinire gli assetti di cinema, tv e on demand in molti Paesi UE.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

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