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Netflix a 81,5 milioni di utenti, ma rallentano le stime sulla crescita

Aumenti record da gennaio a marzo nella clientela estera ma i prossimi mesi sembrano destinati a rallentare, e non per la concorrenza di Amazon. Tra le leve per continuare l'espansione ci sono ovviamente gli Originals ma anche l'HDR.

Verrebbe da dire: “È il mercato, bellezza”! Sono in chiaroscuro i risultati della trimestrale presentati ieri dal colosso mondiale dello SVOD (subscription video on demand), che pur avendo raggiunto l’impressionante cifra di 81,5 milioni di abbonati in tutto il mondo, ha dovuto ritoccare leggermente a ribasso le stime di crescita nei territori internazionali causando un immediato calo in Borsa del 12%. Eppure Netflix, da gennaio a marzo 2016, non se l’è cavata affatto male: dopo aver annunciato di essere diventata una media company globale, attiva in 190 nazioni, la piattaforma guidata da Reed Hastings ha guadagnato 2,23 milioni di utenti negli USA (quasi un quarto in più dei previsti 1,82 milioni) e 4,51 milioni di clienti esteri, un record che ha superato anche la stima fatta da Wall Street di 4,18 milioni. La porzione di abbonati al di fuori dei confini statunitensi sale così al 42% del totale.

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Una ricostruzione delle trimestrali Netflix da parte di Forbes.

Ora, però, il rovescio della medaglia: dopo questo trimestre esplosivo per quanto riguarda le aggiunte negli altri Paesi, da aprile a giugno Netflix prevede di attirare solo 2 milioni di nuovi clienti contro i 2,9 milioni attesi dal mercato, da cui il calo nel valore delle azioni. Un ribasso molto più condizionato da questo outlook piuttosto che dalle notizie provenienti dalla concorrente Amazon, con il suo nuovo abbonamento su base mensile anziché annuale pronto a rosicchiare clienti dalla piattaforma di Hastings. Ma questo, ha detto il CEO, fa parte della “normale competizione man mano che gli spettatori migrano verso lo streaming”. La battaglia si continua invece a giocare all’estero, dove probabilmente molti consumatori sono stati attratti dall’offerta del servizio di streaming anche in termini di contenuti originali: il primo trimestre del 2016 ha infatti visto un debutto mai così intenso di Orginals nel catalogo del portale, al ritmo di uno a settimana, compresa la seconda stagione di Daredevil e della quarta di House of Cards. Bisognerà invece aspettare la seconda parte dell’anno per il nuovo appuntamento con Marco Polo e soprattutto per War Machine, commedia di David Michod interpretata nientemeno che da Brad Pitt.

Altro vettore fondamentale per la crescita di Netflix è quello tecnologico. Interessata ma non ancora attiva nel mondo della realtà virtuale, la piattaforma ha invece fatto debuttare lo streaming in HDR, l’high dynamic range, che l’industria spera diventi il nuovo volano per traghettare la spesa degli spettatori non solo in contenuti ma anche in hardware. Sono 150 le ore totali di contenuti che la piattaforma promette di rendere disponibili nel nuovo formato entro la fine dell’anno: da Marco Polo, la cui prima stagione si può già vedere in HDR (a patto di possedere  una buona connessione e il tipo di abbonamento più costoso), a The Ridiculous Six di Adam Sandler, Daredevil, Iron Fist, Jessica Jones, Luke Cage e The Defenders.

Vediamo quale sarà la risposta del portale a queste nuove sfide in un mercato globale sempre più competitivo per il video on demand.

Fonte: Variety, Forbes

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