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Google, con la trimestrale sotto le aspettative, cerca di reinventare la ricerca online

Risultati finanziari leggermente sotto le aspettative e previsioni di rallentamento nella raccolta pubblicitaria: Google affronta le sfide della crescita mentre, si butta sulla guida ai programmi tv e sui dati biometrici, ma rinuncia all'assorbimento di Yahoo.

Una sotto-performance non così drastica ma che è stata comunque in grado di far scattare la preoccupazione del mercato: nell’ultimo trimestre, Google e la sua controllante Alphabet hanno fatturato 16,47 miliardi di dollari, invece che i previsti 16,59 miliardi, mentre l’utile per azione è stato di $7,50 quando le previsioni lo davano a $7,96.  Il risultato è stato un immediato calo in Borsa del 6%, nonostante una crescita di 20 punti percentuali nei ricavi netti, arrivati a 4,2 miliardi di dollari. In realtà, alcune delle scommesse del colosso del web, come gli investimenti nella costruzione di una rete propria di fibra ottica (Google Fiber) e altre voci sono andate meglio delle previsioni, rendendo nel complesso 166 milioni di dollari contro i 110 milioni attesi da alcune agenzie di rating. Ma come spiega il sito americano specializzato in tecnologia <re/code>, a Wall Street non interessano queste attività collaterali: ai mercati importa vedere l’andamento del core business di Google, cioè il suo motore di ricerca, e come intende rinnovarsi per garantire la sua posizione predominante.

emarketer google 2016

emarketer youtube 2016 fc

eMarketer, ad esempio, stima che la raccolta pubblicitaria complessiva del gruppo rallenterà notevolmente nel 2016, con una crescita che non sarà più a due cifre. Gli introiti dell’advertising dovrebbero attestarsi a 57,8 miliardi di dollari, in aumento del 9% anno su anno contro il +15% registrato nel 2015 e il +19,1% del 2014. Ciò non toglie che la compagnia resterà leader nel settore delle inserzioni digitali, con una fetta del 30,9%, ancora molto avanti rispetto alla competitiva Facebook, ferma a quota 12%. Anche nel mobile il primato di Google rimarrà invariato, con ben un terzo di tutta la raccolta del comparto e incrementi che viaggiano ancora sul 40% annuo, per quanto in probabile discesa nel prossimo futuro. Per quanto riguarda il video, YouTube continuerà a giocare un ruolo fondamentale: la crescita prevista per il 2016 è del 21,1%, in frenata rispetto agli oltre 40 punti percentuali messi a segno nel 2015. Il portale però conterà per il 10,8% di tutta la raccolta Google negli USA, e la sua incidenza continuerà a salire nei prossimi anni, almeno nel mercato americano.

Nonostante alcune analisi un pizzico euro-centriche abbiano interpretato il calo in Borsa come parziale effetto del nuovo attacco dell’Unione Europea contro il colosso di Mountain View, accusato di abuso di posizione dominante in relazione ad Android, la sfida di Big G non sembra riguardare il ramo ancora florido del mobile ma un possibile rallentamento nella raccolta web. Nelle ultime ore, non a caso, Google ha annunciato che includerà nei suoi risultati di ricerca gli orari di programmazione dei serial e dei film sui vari canali televisivi, tentando di trasformarsi anche in una guida tv. Ci saranno ovviamente i rimandi alla disponibilità di questi contenuti sulle piattaforme di video on demand, per quanto TechCrunch sottolinei come questo servizio, presente già da qualche tempo nella ricerca Google, non goda propriamente di grande usabilità né completezza, tendendo a indirizzare in via preferenziale alle piattaforme della stessa Google e a escludere alcuni competitor come iTunes e Netflix.

dati biometrici dday

La notizia più singolare, riportata da DDay.it, è tuttavia che il motore di ricerca avrebbe richiesto un brevetto riguardante l’utilizzo dei dati biometrici per migliorare i risultati di ricerca, il che potrebbe includere anche l’analisi delle espressioni facciali attraverso la videocamera dei dispositivi in modo da rilevare il grado di soddisfazione dell’utente. Questa, però, è un’ipotesi di lungo periodo: per ora di certo sappiamo che Mountain View ha rinunciato alla corsa per l’acquisizione di Yahoo, quindi sicuramente l’espansione del business di Big G non passerà attraverso l’assorbimento di uno dei suoi maggiori competitor.

 

Fonte: RaiNews<re/code>eMarketerDDay.it

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