Home > Infographic > Apple a 40 anni: i successi e le sfide [INFOGRAPHIC]

Apple a 40 anni: i successi e le sfide [INFOGRAPHIC]

All'alba degli "anta" la compagnia di Cupertino vanta ancora il primo posto in Borsa con un valore di oltre 600 miliardi di dollari. All'orizzonte le sfide dell'FBI, delle vendite iPhone e dello streaming ad abbonamento.

Non è un pesce d’aprile: Apple sta diventando una signora di mezza età. Sono passati 40 anni da quando, il 1 aprile 1976,  Steve JobsSteve Wozniak fondarono la compagnia per mettere in vendita il loro primo prototipo di computer costruito appena 20enni nell’ormai mitico garage. Il resto, dalla creazione del Mac alla  ridefinizione del mercato audiovisivo con iTunes e alla rivoluzione del mobile perpetuata da iPhone e iPad, fino all’addio di Jobs con il mantra di “Stay Hungry. Stay Foolish” è ampiamente storia, per altro già oggetto di biopic da Oscar come l’ultimo interpretato da Micheal Fassbender. Nonostante il suo significato storico per il mercato dell’high-tech, e per la vita quotidiana di ognuno di noi, l’iconica Mela di Cupertino si prepara ad affrontare gli “anta” con qualche grattacapo in più rispetto ai primi 10 anni del 2000, in cui ha letteralmente invaso il mondo con i suoi device. Troppo presto per capire esattamente la portata del suo Apple Watch, lanciato ad aprile 2015, l’annata si è invece aperta con notizie non proprio entusiasmanti per la compagnia, cui è toccato archiviare il primo trimestre di crescita zero per le vendite di iPhone.

40 anni apple infographic

A questo si è aggiunta la controversia con l’FBI, che le ha chiesto di craccare il suo stesso sistema di criptazione per indagare nell’iPhone dell’attentatore di San Bernardino. La compagnia ha rifiutato, sollevando anche molte voci a suo sostegno in una battaglia che il CEO Tim Cook ha cercato di spostare sul piano della difesa della privacy e dei diritti personali. Un sondaggio del Pew Research Center ha però mostrato come il 51% dei partecipanti fosse a favore dell’Intelligence USA, che in ogni caso alla fine ha provveduto a decriptare il telefono con l’aiuto di altre risorse, con una mossa in parte positiva e in parte negativa per Cupertino. Se da un lato la Mela ha potuto  descriversi come un campione della libertà personale, dall’altra il suo sistema di sicurezza si è dimostrato non insormontabile, seppur da hacker governativi.

Un altro fronte su cui ci si aspetta uno slancio in avanti è quello di iTunes, i cui ricavi sono minacciati dall’avanzata di piattaforme di streaming ad abbonamento sia in campo musicale (vedi Spotify), sia audiovisivo (vedi Netflix). Lo store che ha decretato la fine dell’industria discografica come la si conosceva prima dell’iPod, ha subito un po’ i colpi dell’arroccamento come successo in precedenza alle etichette musicali che hanno tentato di frenare l’offerta legale online, ma la prima risposta alla sfida è già arrivata grazie a Apple Music. Il nuovo servizio ad abbonamento sembra volersi lanciare anche in un primo listino di serial originali come i suoi concorrenti, e non è da escludere che prima o poi cerchi di fare il salto verso lo SVOD anche per quanto riguarda film e programmi tv. La piattaforma potrebbe inoltre trovare sinergie con Apple TV, il dispositivo della stessa società che permette di collegare il piccolo schermo domestico a Internet in modo da ottenere contenuti aggiuntivi rispetto a quelli offerti dai mezzi di emittenza tradizionali. Se all’apparecchio si aggiungesse un’app per vedere in streaming cinema e serie a un prezzo forfettario, Cupertino potrebbe approfittare della sua già ampia penetrazione di mercato, pari al 20% negli USA secondo Strategy Analytics.

Rumors la vogliono a lavoro anche su una macchina auto-guidante come quella sperimentata attualmente da Google, mentre la smart home potrebbe offrire nuovi spazi di espansione. In fin dei conti, insomma, i suoi 40 anni la Signora se li porta benissimo: nonostante un brevissimo sorpasso di Alphabet a febbraio (durato solo qualche giorno) Apple si mantiene in testa alle compagnie con la maggior capitalizzazione del Nasdaq, con 604 miliardi di dollari, e non sembra intenzionata a cedere il passo tanta facilità.

 

Top