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Cinecomic, sta per finire la corsa all'oro?

Entro il 2020 ne arriveranno quasi una trentina, tutti ad alto grado di spettacolarità e per la maggior parte “introdotti” al pubblico da franchise di enorme successo mondiale. Parliamo dei cinecomic, cioè dei film tratti da fumetti, per lo più delle due grandi case editrici USA Marvel e DC, di cui negli ultimi anni si...

Entro il 2020 ne arriveranno quasi una trentina, tutti ad alto grado di spettacolarità e per la maggior parte “introdotti” al pubblico da franchise di enorme successo mondiale. Parliamo dei cinecomic, cioè dei film tratti da fumetti, per lo più delle due grandi case editrici USA Marvel e DC, di cui negli ultimi anni si è visto un incredibile proliferare e su cui si è concentrata molta della competizione tra le major, anche in termini di diritti. La tendenza di Hollywood a sfruttare fino all’osso i trend di successo è però cosa nota e, secondo gli analisti di Cowen and Co’s, l’esaurimento delle uova d’oro sarebbe prossimo a ripetersi anche per questo proficuo genere.

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A far accendere la spia rossa non è solo l’aumento dei titoli in uscita, né una diminuzione netta degli incassi che per ora si confermano tra i più alti al box office mondiale, con ben quattro su dieci dei film nella top 10 del 2014 tratti dalle strisce disegnate. A preoccupare è la diminuzione dell’incasso medio degli stessi, già evidenziata negli ultimi anni. Non che, secondo l’agenzia cui si deve la previsione, i nuovi capitoli delle grandi saghe in arrivo nei prossimi mesi, come Star Wars: Il Risveglio della Forza, l’ultimo Hunger Games o Avengers: Age of Ultron, non siano in grado di scuotere in senso positivo il botteghino del 2015 e riportarlo al di sopra dei livelli poco soddisfacenti del 2014, che ha visto le presenze in sala più basse degli ultimi vent’anni. Il problema sarebbe nella “strategia sempre più indistinta” seguita dagli studios, che nella corsa al cinecomic di maggior successo aumenteranno il numero medio di uscite fino a 7-8 l’anno contro le 3-4 del 2011-2015. Tutto questo mentre il livello di incassi per titolo (parliamo del mercato USA) si è già contratto dai 260 milioni di quando c’erano tre o meno release l’anno ai 224 milioni dei periodi con quattro o più cinecomic. Se il loro numero dovesse effettivamente raddoppiare, il livello medio di box office potrebbe scendere pericolosamente a poco più di 200 milioni per film, che considerando i vertiginosi costi di produzione significherebbe una sostanziale erosione dei margini di profitto delle major.

Secondo gli analisti di Cowen and Co’s sarebbe perciò tornato il tempo di pensare a una diversificazione, soprattutto in un’epoca di aumento dei costi per l’intrattenimento cinematografico extra-domestico e di crescente competizione daparte di altri tipi di consumo mediatico da fruire invece comodamente, ed economicamente, a casa, come video on demad, videogiochi e perfino i social network. A indicare un cambiamento in tal senso sarebbe anche il gap tra la qualità percepita dei film (indicata dai voti del pubblico su Rotten Tomatoes) e i biglietti staccati, che nel 2014 sono stati appunto tra i più bassi della storia recente dell’industria cinematografica nonostante il giudizio sui blockbuster distribuiti sia stato il migliore degli ultimi 15 anni. Né sembrano promettere bene le continue contrazioni evidenziate da mercati sempre più maturi come quello europeo, giapponese  e australiano.

Peccato solo che l’analisi dell’agenzia non tenga conto del boom dei botteghini emergenti e in particolare di quello cinese, che a febbraio ha segnato un sorpasso a dir poco storico su quello americano e si avvicina perciò a diventare un termometro fondamentale per le scelte produttive di Hollywood.

Per un panorama completo dell’onda anomala di cinecomic in arrivo nei prossimi anni, vi rimandiamo invece a questo videoriassunto creato per voi da ScreenWEEK.

Fonte: Deadline

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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