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Netflix vs Amazon vs iTunes: chi vince la sfida dell'on demand?

Dopo la chiusura di piattaforme come Redbox Instant e Target Tickets, il mercato statunitense del video on demand sembra avviato verso una concentrazione dominata dai leader del settore. Ma chi, effettivamente, tra i big del noleggio e dell’acquisto online vince la sfida per la fedeltà degli utenti? Secondo un’indagine appena pubblicata da Consumer Intelligence Research Partners (CIRP),...

Dopo la chiusura di piattaforme come Redbox Instant e Target Tickets, il mercato statunitense del video on demand sembra avviato verso una concentrazione dominata dai leader del settore. Ma chi, effettivamente, tra i big del noleggio e dell’acquisto online vince la sfida per la fedeltà degli utenti? Secondo un’indagine appena pubblicata da Consumer Intelligence Research Partners (CIRP), a godere della maggior frequenza di consumo, con riferimento al pubblico USA, è sicuramente Netflix, con quasi la metà degli utenti che dice di connettersi oltre le 5 volte a settimana e un altro 40% che sostiene di farlo comunque tra le 2 e le 5 volte nello stesso arco di tempo. Anche la formula mista di Amazon, che mescola l’abbonamento (SVOD) di Prime con l’ acquisto o noleggio di singoli titoli (TVOD) di Instant Video, avrebbe però più di un punto di forza.

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Se a usare lo streaming di Prime almeno una volta a settimana è circa la metà degli intervistati, contro l’86% dei consumatori settimanali di Netflix, aggiungendo al computo la frequenza di utilizzo di Instant Video la posizione del portale di eCommerce migliora sostanzialmente. Il suo servizio di video on demand complessivamente viene infatti usato in media 13,4 volte al mese, mentre quello di Netflix si ferma alle 12,7 volte. A trovarsi in posizione decisamente arretrata è invece iTunes, che nell’arco di 30 giorni non viene usato dai suoi utenti più di 5 volte, complice ovviamente la mancanza di un’offerta ad abbonamento che implica una scelta più mirata e oculata delle visioni. Il numero però non appare sostanzialmente più alto nemmeno di quello messo a segno da Amazon Instant Video, con una frequenza d’uso di 4,5 volte al mese.

La ricerca è stata condotta su un campione di 500 utenti internet USA che hanno utilizzato servizi VOD tra ottobre e dicembre 2014. Per quanto possa non rappresentare un trend indicativo nel lungo periodo, l’analisi rispecchia anche gli ultimi rumor che vorrebbero Apple a lavoro su un’offerta ad abbonamento in grado di aggiornare il modello iTunes, rendendolo magari più competitivo rispetto ai concorrenti che si sono affermati con forza non solo nel contesto video ma anche della musica, come Spotify. La fruizione di cinema e audiovisivo in rete si conferma insomma un contesto sempre più vicino a esprimere tutto il proprio valore potenziale ma anche fluido, continuamente condizionato dai comportamenti e dalle esigenze degli utenti ancor più che da quelle del “contenuto re”.

 

Fonte: The Huffington Post

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