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Google e Mattel resuscitano View-Master

Non sono passate due settimane da quando la direzione di Google ha dovuto ammettere il bisogno di una pausa riguardo allo sviluppo del gadget wearable per eccellenza, i Glass, che il colosso del web è già pronto a lanciare un altro tipo di occhiali, molto particolari. Si tratta del visore stereoscopico View-Master,  o meglio della sua...

Non sono passate due settimane da quando la direzione di Google ha dovuto ammettere il bisogno di una pausa riguardo allo sviluppo del gadget wearable per eccellenza, i Glass, che il colosso del web è già pronto a lanciare un altro tipo di occhiali, molto particolari. Si tratta del visore stereoscopico View-Master,  o meglio della sua versione digitale, sviluppata insieme al marchio di giocattoli Mattel. Nato nei lontani anni ’30, questo particolarissimo accessorio, simile a una maschera da sub, ha sempre permesso di godere di una forma ante litteram di realtà virtuale, funzionante grazie a diapositive montate su un dischetto rotante.

view-master

La versione analogica del gioco, stando a quanto dichiarato da Mattel, ha venduto oltre 100 milioni di visori e più di 1,5 miliardi di ricambi per guardare in 3D le immagini più disparate, da foto di location esistenti a personaggi di pura fantasia. Nel tentativo di portare questo tipo di svago alle nuove generazioni connesse, la casa produttrice ha pensato di allearsi con il gigante di Internet per renderlo più “smart” e integrarlo con i telefonini Android. Senza rinunciare ai tipici dischi collezionabili, che secondo la ditta costituiscono ancora un plus per i bambini, il View-Master che sarà commercializzato il prossimo autunno avrà anche uno spazio in cui inserire lo smartphone, così da far partire le immagini  tramite apposita app.

L’idea è quella di creare davanti agli occhi dello spettatore un ambiente da esplorare a 360° gradi, proprio una sorta di realtà virtuale al costo assolutamente competitivo di una 30 di dollari, per il visore, più 15 per i dischi da utilizzare in alternativa al dispositivo Android. Si tratta di un gioco, naturalmente, eppure sembra uno di quelli che prealludono a qualcosa che potrebbe diventare molto serio nell’ambito del consumo audiovisivo.

 

Fonte: TechCrunch

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