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Vessel: in arrivo il rivale di YouTube che cambierà il VOD?

L'ex CEO di Hulu, Jason Kilar, prepara il servizio che potrebbe dare nuovo impulso all'advertising video on demand, il VOD gratuito sostenuto dalla pubblicità o da abbonamenti irrisori, a metà strada tra Netflix e il portale video di Google.

La partenza era attesa entro il 2014 e siamo perciò un po’ in ritardo rispetto a quanto previsto dall’industria, ma rimane comunque alto l’interesse rispetto a Vessel: un nuovo operatore di video on demand che dovrebbe nascere a breve per volere di Jason Kilar, ex CEO di Hulu, e che intende dichiaratamente far concorrenza a YouTube e al suo modello di business ritenuto poco remunerativo per i creatori di contenuti. L’apertura di una nuova piattaforma per la fruizione legale di video non è di per sé gran cosa, ma gli illustri precedent di Kilar e il modello di business perseguito, unito alle crescenti polemiche sulla “staticità” dell’hub video di Google, rendono Vessel un’operazione effettivamente fuori dell’ordinario.

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Controllato da alcune delle principali media company a livello mondiale, come NBCUniversal, Fox e ABC (dunque Disney), il servizio di Hulu è stato a lungo considerato il principale concorrente di Netflix, anche per via della sua particolare formula che unisce contenuti free a quelli fruibili tramite abbonamento. Proprio la compresenza di questi due modelli di business, AVOD (video on demand sponsorizzato dall’advertising) e SVOD (subscription video on demand), ha però causato la difficile storia societaria della compagnia, messa più volte in vendita e poi ritirata dal mercato dai gruppi proprietari, probabilmente per la difficoltà di accordarsi in via definitiva sul “volto” da dare al servizio, sospeso tra le funzioni classiche di una catch-up tv e quelle di un OTT.

Questo volto sembra averlo invece molto chiaro Kilar, che manterrà la doppia valenza anche nella nuova destinazione, con la differenza che entrambe le offerte (ad abbonamento mensile e gratuita) verranno sostenute tramite la pubblicità. Da specificare come, almeno in una prima fase, il costo della sottoscrizione sarà irrisorio, pari a 2,99 dollari al mese, proprio grazie al focus sull’advertising. L’idea non è perciò di andare a erodere la quota di mercato delle versioni on demand dei grandi network televisivi, o di Netflix, bensì quelle di YouTube, in particolare offrendo condizioni più remunerative ai creatori di contenuti e mantenendo, al tempo stesso,  una selezione più stringente rispetto al portale di Google, ancora molto legato ai “gattini”, come viene chiamato ironicamente dai detrattori lo user generated content. Secondo i rumor, per la sua partenza Vessel avrebbe già contattato centinaia di star di YouTube cercando di legarle a sé con accordi di esclusiva, mentre come regola generale dovrebbe introdurre un embrago di 72 ore prima prima che agli autori venga permesso di pubblicare i propri video su piattaforme diverse da quella di Kilar.

A giustificare l’occhio di riguardo con cui l’industria guarda al progetto ci sono gli illustri investitori già coinvolti, come il CEO di Amazon, Jeff Bezos, ma anche le crescenti critiche nei confronti dell’immobilità di YouTube, la cui leadership nel settore video comincia  a subire gli strali di concorrenti come Facebook, in ambito social, o Spotify in quello musicale. Se dovesse avere successo, ad ogni modo, Vessel contribuirà a spingere non solo il video on demand gratuito ma anche la competizione sul video advertising online, di sicuro uno dei settori su cui si giocherà il futuro del web in quanto canale mediatico.

 

 

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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