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Warner, Maccanico “Ci aspetta un grande 2015 ma dobbiamo innovare e sperimentare”

«Abbiamo avuto il privilegio di ricevere il biglietto d’Oro e quindi di chiudere un triennio di grande valore, non solo perché sono tre anni che riusciamo a primeggiare nonostante la presenza di forti competititor, ma soprattutto perché a un marchio così importante nel nostro paese non era mi riuscito a ottenere per tre volte consecutive...

«Abbiamo avuto il privilegio di ricevere il biglietto d’Oro e quindi di chiudere un triennio di grande valore, non solo perché sono tre anni che riusciamo a primeggiare nonostante la presenza di forti competititor, ma soprattutto perché a un marchio così importante nel nostro paese non era mi riuscito a ottenere per tre volte consecutive questo riconoscimento». Così Nicola Maccanico, Managing Director Theatrical & Strategic Marketing di Warner Bros Entertainment Italia, ha inaugurato la presentazione alle Giornate di Sorrento del listino  della società. Maccanico ha ringraziato tutta la squadra Warner a cominciare dal President & Managing Director Barbara Salabé e, ha aggiunto «Dobbiamo ringraziare la strategia di Warner, che con Barbara abbiamo brevettato in questi anni e che consiste nel non accontentarsi mai di quello che abbiamo. Abbiamo sempre cercato di investire sulle opportunità che un distributore come il nostro poteva cogliere all’interno del mercato locale. E questo per noi ha voluto dire strutturalmente cinema italiano, che seguiamo da 10 anni, sul quale continuiamo a investire e che è stato decisivo per questi risultati». Warner punta in particolare su Noi e la Giulia di Edoardo Leo, in uscita il 19 febbraio, prodotto da Federica Lucisano, con lo stesso Leo, Luca Argentero e Anna Foglietta, tutti a Sorrento per presentare alcune clip del film e il trailer a proposito del quale Maccanico ha dichiarato: «Crediamo fortemente che il cinema italiano conquisti il pubblico quando riesce a portare delle storie nuove ma anche delle forme di comunicazione e di presentazione nuove». Il film è una commedia rocambolesca che prende il via dalle vicende di un gruppo di bizzarri personaggi (tre quarantenni in fuga dalla città, una strampalata donna incinta, un cinquantenne fuori tempo massimo e un camorrista che vuole il pizzo) alle prese con un agriturismo.

warner_bros_pictures_logoPrima di presentare il rullo dei titoli Warner (un listino «variegato e trasversale per 12 mesi all’anno»), Maccanico si è soffermato sulla situazione del mercato italiano: «Per buttarci in un anno che potrebbe portarci a una crescita significativa dobbiamo riconoscere la base solida dalla quale partiamo» ha dichiarato. «Il 2014 è stato un anno in cui abbiamo fatto tutto quello di sbagliato che potevamo fare: avevamo prodotto ma non abbastanza forte, non abbiamo utilizzato la stagione estiva e in più è mancato il fenomeno Zalone. Alla fine di tutto questo era ipotizzabile uno tsunami in termini di risultati, in realtà il mercato si è contratto (-7%) ma si è contratto in maniera ragionevole. Questo vuol dire che abbiamo una base di mercato solida sulla quale possiamo costruire perché abbiamo pubblico che ci segue anche se non siamo in gradi di fornirgli una performance ideale. E adesso si apre un anno che è esattamente l’opposto: abbiamo prodotto, anche americano, straordinario, c’è una stagionalità sostanzialmente già strutturata di 12 mesi, e probabilmente il ritorno di Zalone a dicembre, e quindi ci aspettiamo una crescita importante e significativa. Abbiamo tutti gli elementi al posto giusto. Credo però che questo non ci debba bastare. Credo che proprio in un anno in cui dovremmo essere più tranquilli e più solidi dobbiamo trovare la capacità di innovare e sperimentare. Forse è possibile farlo solo quando non si è in emergenza. Sul tavolo ci sono diversi temi: contenuti alternativi, multiprogrammazione, anteprime sul modello anglosassone, finestre, la Festa del Cinema… Sono tutte tematiche che vanno approfondite con uno spirito nuovo perché credo che il 2015 sarà un anno importante per noi se le associazioni riusciranno a svolgere un ruolo contemporaneo. Se le associazioni riusciranno ad accompagnare, con un ruolo costruttivo, la naturale crescita del mercato noi potremo provare a rinnovare. Essere contemporanei vuol dire essere incubatori di innovazione. Dobbiamo uscire dalla prigionia della frase “Si è sempre fatto così”. Bisogna anche cominciare a ragionare a maggioranza, non cercare sempre l’unanimità nelle posizioni». Per il listino completo di Warner vi rimandiamo al Blog di ScreenWeek (QUI).

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