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Netflix: il cinema è “vecchio”

Ted Sarandos torna a scagliarsi contro i "vecchi modelli" perseguiti dalle sale, cioè le finestre, e spinge per la convivenza di distribuzione tradizionale e video on demand. Mentre la compagnia prepara (forse) lo sbarco australiano.

“La distribuzione dei film è incastrata in vecchi modelli, così come lo era quella televisiva qualche anno fa”: a sostenerlo è Ted Sarandos, responsabile dei contenuti di Netflix, leader americano dello streaming ad abbonamento, che torna sul punto  a nemmeno due settimane dall’ultima uscita pubblica sulla questione delle finestre e del loro abbattimento a favore dei nuovi operatori dell’online. Stavolta il Chief content officier del servizio di SVOD (subscription video on demand) ha usato ancora meno mezzi termini del solito, definendo apertamente come “datati” molti dei modelli tenuti in piedi non  tanto dalle major quanto dagli esercenti delle sale. L’occasione è stata l’U.S.-China Film Summit, tenutosi ieri a Los Angeles, mentre l’oggetto del contendere è stato di nuovo l’uscita in contemporanea in IMAX e online de La Tigre e il Dragone 2, distribuito negli Stati Uniti dalla Weinstein Company.

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“Anche se ci stiamo focalizzando sulla televisione, un terzo dei contenuti visti dai nostri utenti è sempre costituito da film”, ha spiegato Sarandos, sostenendo la non conflittualità del valore generato dallo streaming e quello proveniente dali ingressi in sala, “possiamo espandere il mercato per tutti”. Specialmente, ha accennato, per un film di mass market come quello cinese, o per “un pezzo di proprietà intellettuale molto ben conosciuto”, come lo ha definito il CCO, forse con un implicito accenno alla funzione antipirateria di un abbattimento delle finestre per la release sul web dei titoli cinematografici.

L’incontro è stato però anche la sede per discutere nuovamente della strategia internazionale di Netflix, che si avvicina a raggiungere la saturazione degli abbonamenti nel mercato USA e guarda perciò all’estero come tappa obbligatoria per l’accrescimento del proprio business. In quest’ottica, La Tigre e il Dragone 2 rappresenta il tipo prodotto che più interessa al servizio di streaming: non incentrato sulla nazionalità della produzione e adatto a un pubblico globale. Per quanto riguarda le prossime tappe dell’espansione, India, Cina e Giappone vengono considerati mercati di primo piano, soprattutto per la forza dei contenuti americani, ma continuano a presentare criticità in termini di penetrazione della banda larga. Questa, conferma Sarandos, rimane infatti una delle variabili fondamentali per le decisioni strategiche del servizio di SVOD, insieme ai metodi di pagamento.

Entrambi fronti su cui anche il nostro Paese presenta un’arretratezza che evidentemente contribuisce a tenere l’operatore statunitense lontano dal mercato italiano. Si intensificano invece le voci che vogliono Netflix pronta a sbarcare in Australia entro il 2015. Gli ultimi rumor sono stati diffusi dai media locali, secondo cui Netflix avrebbe arruolato due agenzie di marketing, Droga5 e We Are Social, per preparare il lancio. A favore della tesi anche i dati sulla rete australiana, dove la banda larga ha raggiunto ormai il 98% delel case.

 

Fonte: The Wrap, GigaOM

 

 

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
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