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Da pay tv a OTT: Starz entra nel mercato internazionale dello streaming

L'emittente americana lancia un suo servizio di video on demand in streaming, sganciato dall'offerta televisiva tradizionale. Il terreno di sperimentazione saranno però i soli mercati emergenti, esclusi per ora Stati Uniti ed Europa.

Finora il nome di Starz nell’ambito del video on demand online è stato legato soprattutto al burrascoso rapporto con Netflix, di cui è stata tra i primi fornitori di contenuti e con cui ha poi rotto la partnership al crescere della popolarità del servizio di streaming ad abbonamento. Ora la pay tv statunitense ha invece deciso di entrare in prima persona in questo campo di gioco, sfruttando la distribuzione digitale per lanciarsi sul mercato audiovisivo internazionale.

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Il nuovo servizio si chiamerà Starz Play e debutterà fuori dagli USA quale operatore over the top, mirando a mercati emergenti quali Medio Oriente, Africa, Asia e America Latina. La piattaforma è stata sviluppata insieme alla media company svedese Parsifal Entertainment di Peter Ekelund, già responsabile del lancio del ramo on demand di HBO in Scandinavia. Il successo del servizio di streaming dell’emittente americana in Nord Europa viene proprio citato come una delle ragioni dietro all’espansione nel comparto online, per quanto non sia previsto per ora uno sbarco nel Vecchio Continente già reduce dall’ampliamento del business di Netflix a mercati fondamentali quali Germania e Francia.

“Gli investimenti e il capitale richiesti da queste nuove piattaforme sono infinitesimali rispetto a quelli necessari per la creazione di un canale tv lineare – ha detto a proposito Chris Albrecht, Ad di StarzQuesto ci apre prospettive di business internazionali con un potenziale reale”.

Lo stesso Albert si è recentemente espresso a favore dello sganciamento dell’offerta on demand su Internet rispetto agli abbonamenti alla pay tv via cavo o satellite. “Si tratta di adattare la tecnologia e il nostro modello di business a ciò che sta succedendo demograficamente” ha dichiarato all’evento Communacopia organizzato a settembre da Goldman Sachs, citando studi secondo cui il 15% dei millennials (la Generazione Y nata o cresciuta negli anni duemila), non possiede alcun abbonamento alla pay-tv e potrebbe perciò rientrare in una nuova categoria. Non i cord-cutters che abbandonano i servizi di broadcasting tradizionali per il web, ma i cord-nevers, che non hanno mai avuto bisogno di abbonarsi a nulla se non a un servizio di banda larga.

Ricordiamo che Starz è stata anche tra le emittenti più vivaci nello sperimentare nuove forme di distribuzione online, anche su Facebook.

 

Fonte: Variety, Deadline

 

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
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