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La Grande Bellezza fa 9 milioni di ascolti su Canale 5: i complimenti dell’Anica

Per Riccardo Tozzi, il successo di audience del vincitore dell’Oscar come Miglior Film Straniero dimostra le possibili sinergie tra piccolo e grande schermo, e il potenziale che il cinema può esprimere in tv tramite una buona programmazione.

Vi avevamo parlato della reazione critica dell’esercizio cinematografico riguardo l’inaspettata scelta di Mediaset di trasmettere in prima tv il film di Paolo Sorrentino a soli due giorni di distanza dall’Oscar. Una messa in onda che ha abbattuto radicalmente la finestra per il passaggio dei lungometraggi sulle emittenti generaliste, previsto di solito a 24 mesi e non a meno di un anno dall’uscita in sala. Visto l’enorme clamore suscitato dalla vittoria come Miglior Film Straniero, la strategia ha però ovviamente pagato e La Grande Bellezza ha avuto quasi 9 milioni di spettatori televisivi e uno share del 36,11%. Numeri che, per capirci, superano la prima puntata del Grande Fratello. Invece di alimentare la polemica, questo successo oggi ha incontrato il plauso dell’industria cinematografica.

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“È la prova che il film giusto programmato al momento giusto può dare risultati straordinari” – ha dichiarato a proposito della messa in onda Riccardo Tozzi, presidente dell’ANICAI nove milioni circa di spettatori che hanno visto il film ieri sera si sommano al milione e duecentomila che l’hanno finora visto nelle sale cinematografiche, cifra quest’ultima che ovviamente speriamo sia destinata a crescere ancora”.

Una visione che dunque sembra riconciliare broadcaster e cinema, o che perlomeno ne minimizza la conflittualità.  Ma che serve anche ad affrontare un altro tema annoso nel rapporto tra questi due media, e cioè la sempre maggiore latitanza di film nei palinsesti televisivi.

“Negli ultimi mesi si sono segnalati i buoni ascolti di film trasmessi in prima serata, come Quasi amici, Il peggior Natale della mia vita, Anche se è amore non si vede, Benvenuti al nord, tutti con ascolti superiori ai 5 milioni di spettatori – ha detto sempre Tozzi, concludendo – tutto ciò fa sperare che sia smentita la teoria secondo cui i film in tv non funzionano. È probabile infatti che in tv, come ovunque, funzioni tutto quello che è fatto con competenza e programmato con intelligenza”.

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