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Cinema in tv, su RaiTre: l’apprezzamento dell’Anica

1,2 milioni di spettatori nel primetime per The Tree of Life, di Terrence Malick. Per le industrie cinematografiche, la dimostrazione che anche i film di qualità possono funzionare in tv, e anche in fasce orarie importanti.

Ormai è da tempo che tra le criticità del mercato messe in luce dagli operatori del settore cinematografico, rientra la “scomparsa” dei film dal piccolo schermo. Non si parla solo degli obblighi di programmazione stabiliti dalle normative europee, ma anche della sparizione del cinema, in particolare quello italiano, dal primetime, a tutto vantaggio di altri prodotti televisivi quali reality e talk show. Ecco perché non stupisce il plauso lanciato dall’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) per i buoni risultati ottenuti ieri sera da RAITre con un film d’autore dal carattere sicuramente non troppo comemrciale come The Tree of Life, di Terrence Malick.

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“Che il cinema d’autore torni in prima serata su una rete RAI è una buona notizia, che poi riesca a fare buoni ascolti è un’ottima notizia”, ha dichiarato il presidente dell’associazione, Riccardo Tozzi, riferendosi agli oltre 1,2 milioni di spettatori realizzati dal vincitore di Cannes 2011, “il fatto poi che questo esito si sia prodotto all’interno di una scelta editoriale che vede il cinema d’autore al centro delle scelte editoriali della RAI e di RAITre, è ancora più positivo”.

Il riferimento, è alla decisione del terzo canale di dedicare a quattro film il primetime, oltre che di lanciare una serie di 16 titoli in prima visione, di cui la metà italiani, che andranno invece in onda la domenica in seconda serata. L’audience raccolta dal film di Malick è stata perciò l’occasione per ribadire l’importanza della presenza di film in fasce orarie  di rilevo “soprattutto per far riacquistare al grande pubblico il punto di vista quasi mai convenzionale del cinema d’autore”. La scelta di programmazione effettuata dal servizio pubblico, secondo Tozzi, potrebbe costituire  “un enorme spot al cinema in quanto tale, che non può che far bene a tutte le sue forme di fruizione, sala compresa”.

Il prossimo passo, auspica il presidente Anica, dovrebbe essere la replica di tali iniziative anche al di fuori del periodo estivo e con forme di organizzazione capaci di aumentarne portata e potenzialità.

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