La Francia potrebbe presto rivedere le sue regole in materia di pirateria, con conseguenze capaci di oltrepassare i confini nazionali e di andare a influire su quei sistemi normativi in cui il dibattito sul tema è ancora aperto e soprattutto molto caldo, come Stati Uniti e Regno Unito. A riportarlo è Variety, secondo cui il Governo di François Hollande si sta preparando a dare il via alle consultazioni con i rappresentanti delle industrie coinvolte nella questione pirateria, con l’obiettivo di pervenire a una modifica della legislazione attualmente in vigore così come promesso in fase di campagna elettorale.

Nel mirino della riforma ci sarebbe naturalmente l’Hadopi, la normativa che prende il nome dall’agenzia governativa che si occupa di applicarla (acronimo di Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l’Internet) e che prevede la cosiddetta regola dei tre strike, cioè tre avvisi inviati agli utenti per invitarli a cessare le attività lesive del copyright, cui far seguire eventualmente la disconnessione forzosa dalla Rete. Un modello verso cui il neo-presidente francese ha sempre mostrato la sua contrarietà, propendendo invece per un sistema che miri a colpire i provider e i siti che traggono profitto dalla pirateria, piuttosto che il singolo cybernauta.

Le audizioni con i rappresentanti del settore industriale saranno perciò avviate non più tardi di settembre dall’incaricato Pierre Lescure, già a capo di Canal Plus, che dovrà proporre una bozza di riforma entro marzo 2013. Le sanzioni – ha dichiarato in proposito Lescure – sarebbero necessarie ma insufficienti: quello a cui punta l’esecutivo francese è infatti dare impulso all’offerta legale, andando a colpire i siti malevoli che traggono benefici commerciali dall’infrazione del copyright. Andare a colpire i singoli consumatori, sarebbe al contrario poco efficace e impopolare “come tagliare l’acqua o il gas”, ha aggiunto in proposito Lescure.

L’Hadopi ha recentemente rilasciato un resoconto delle proprie attività, in cui si evidenziano gli oltre 755 mila dossier aperti, di cui il 95% conclusi già con l’invio del primo avviso, oltre a un calo del 17% nei visitatori dei siti dove trovare link verso applicazioni P2P. Rimane tuttavia difficile quantificare l’effetto della normativa sul settore dell’industria audiovisiva. Stando alle stime di Screen Digest, il mercato francese dei DVD nel 2009, ad esempio, è cresciuto del 4,9% fino a 89,3 milioni di euro, ma già nel 2010 la vendita di copie fisiche sarebbe scesa di 2,8 punti percentuali. E se il VOD è cresciuto dell’80%, è difficile distinguere quanto ciò sia dovuto alla legge antipirateria e quanto al proliferare di nuove piattaforme per la fruizione di contenuti digitali come iTunes e i servizi della PlayStation Sony, lanciati in Francia proprio tra il 2009 e il 2010.

 

Fonte: Variety, Gigaom