Dopo Bollywood, è il momento di Chinawood. Non è un gioco di parole: la Seven Stars Entertainment di Bruno Wu, insieme all’amministrazione locale di una delle province della regione del Tientsin, ha annunciato la creazione di un grande studio cinematografico dedicato alle coproduzioni tra Oriente e Occidente. Si chiamerà Chinawood Global Services Base e si estenderà su un’area di 800 mila metri quadri, con l’obiettivo dichiarato di diventare un “hub” per il settore dei media e dell’intrattenimento, non lontano dalla città di Pechino.

La cifra prevista per la sua realizzazione è di 1,27 miliardi di dollari, che includono anche un fondo destinato a finanziare le coproduzioni, che impiegherà circa il 35% del suddetto capitale. Il resto sarà dedicato alle strutture e ai servizi, compreso un centro per la conversione in 3D, pratica che in Cina si è rivelata di recente molto proficua grazie al grande successo del Titanic a tre dimensioni (67 milioni di dollari nel primo weekend, contro i 17 degli Stati Uniti). Il primo edificio di Chinawood sarà ampio 35mila metri quadri, e l’apertura è prevista per ottobre.

Il motivo che ha spinto la Seven Stars Entertainment a realizzarlo, sarebbe la grande crescita del mercato cinematografico del Sud Est Asiatico, che secondo Wu raggiungerà i 10 miliardi di dollari entro il 2015. Cifre che renderanno “cruciale, quanto inevitabile, offrire le strutture e i servizi per facilitare una cooperazione sostanziale tra le due aree” – dove per la seconda s’intende ovviamente il Nord America – “questo progetto è un significativo passo in avanti per eliminare il gap esistente tra l’expertise e le infrastrutture in tutti gli anelli della filiera, dal settore legale alle coproduzioni, alla distribuzione, al marketing e alle vendite“.

L’annuncio arriva dopo lo stanziamento, a febbraio, di 800 milioni di dollari per l’Harvest Seven Stars Media Private Equity Group, di cui la Seven Stars Entertainment detiene il 50%. La notizia arriva inoltre in seguito a un importante accordo con le autorità cinesi per rendere meno stringente la quota di film stranieri importabili nel Paese da parte delle major statunitensi. Notizia che Hollywood ha accolto con particolare entusiasmo, dato il valore sempre crescente di questo mercato, dove già nel 2011 gli Studios hanno raccolto una parte importante del proprio incasso. Ma la creazione di Chinawood, è  uno dei tanti segnali che la Cina è pronta a svolgere un ruolo attivo in questo business, piuttosto che diventare solo terra di conquista per i blockbuster internazionali.

 

Fonte: Hollywood Reporter, Variety