Dopo mesi di querelle e dibattiti, alla fine è ufficiale: la direzione artistica del Festival internazionale del film di Roma passa a Marco Müller, e con questo cambiamento mutano anche le date della manifestazione. Si dirà addio sia alle ottobrate romane sia al ponte di Ognissanti, dato che la kermesse si sposta nel periodo dal 9 al 17 novembre, aprendo un nuovo contrastato fronte con il Festival di Torino.

A confermare i nuovi lineamenti della rassegna è stata l’assemblea dei soci del Festival del Cinema di Roma, che ieri, contestualmente al nuovo calendario, ha dato il proprio parere anche su un bilancio la cui entità dovrebbe ammontare a circa 11 milioni di euro. Presenti all’incontro il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il presidente di Musica per Roma Aurelio Regina, il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Cremonesi, il presidente del Festival Paolo Ferrari e il direttore artistico in pectore Marco Müller.

Secondo il Primo Cittadino della Capitale, il nuovo assetto della manifestazione non aprirà alcuna contesa con Torino, poiché “sono due festival sostanzialmente diversi”, e perché la chiusura della kermesse è prevista comunque una settimana prima dell’apertura di quella piemontese. Renata Polverini, da parte sua, ha sottolineato l’importanza di limitare le spese e di passare alla fase di reperimento dei fondi da parte di sponsor privati. In una nota, la Provincia di Roma ha specificato che la scelta delle date non è competenza dei soci, per cui l’assemblea di lunedì si sarebbe limitata a “prendere atto” di una prerogativa descritta come irrinunciabile per il nuovo direttore artistico. Secondo il Governatore della Regione Lazio, non ci sarebbero inoltre dubbi sugli esiti del prossimo CdA della Fondazione Cinema per Roma, che domani dovrebbe esprimere il via libera sui contratti di Marco Müller e del direttore generale Lamberto Mancini.

Intanto non sono mancate reazioni sul cambio delle date del festival: il presidente della Film Commission Torino Piemonte, Steve Della Casa, lo ha definito “uno sgarbo” nei confronti della kermesse torinese, a cui però il Tff dovrebbe reagire cercando di accentuare ulteriormente il proprio carattere alternativo rispetto alle kermesse dei red carpet. A intervenire sulla questione è stato infine il nuovo ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi, con la richiesta, rivolta al Direttore Generale per il Cinema Nicola Borrelli, di convocare al più presto i vertici di entrambe le manifestazioni, in modo da trovare una soluzione condivisa, nell’interesse non solo delle specifiche rassegne ma dell’intero sistema festival in Italia.

Fonte: Cinecittà News (1,2,3)