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Video on demand: troppo presto in Italia?

Paolo Protti, presidente dell'Anec, e Riccardo Tozzi, presidente dell'Anica, rispondono alla proposta di Aurelio De Laurentiis di azzerare la window per l'uscita dei film nei cinema e on line. Emerge così la priorità di recuperare spettatori alle sale piuttosto che sviluppare un servizio reso ancora difficile dalla scarsità di banda e dalla diffusione non capillare della Rete.

Come previsto non si sono fatte attendere le reazioni alla proposta lanciata dal patron di Filmauro, Aurelio De Laurentiis, di far uscire contemporaneamente i film in sala e in VOD. Affermazioni che richiamano analoghi esperimenti compiuti dalle major americane,  ma che rischiavano di scontrarsi pesantemente con gli interessi di altri segmenti della filiera cinematografica, in primis l’esercizio, a cui però De Laurentiis aveva proposto di assegnare il 10% degli ipotetici 30 euro da far pagare agli utenti del noleggio on line.

 

Prima di affrontare certi temi è necessario rinsaldare con i fatti ciò che si dice a parole riguardo la sala”, è stato infatti il commento rilasciato al Giornale dello Spettacolo da  Paolo Protti presidente dell’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema). E’ stato così riportato alla ribalta un tema che si è fatto via via più cogente nei discorsi sul mercato italiano della settima arte e che ha occupato anche gran parte degli incontri business dell’ultima Mostra di Venezia, cioè la centralità della sala per il buon rendimento complessivo non solo dei film ma dell’intera industria cinematografica. Come va ripetendo spesso anche Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive multimediali), il boom della quota di mercato del cinema italiano, che si è attestata a settembre al 36%, segna una nuova linea d’azione: non potendo aumentare ancora di molto la fetta, bisogna pensare piuttosto alla torta, e soddisfare quella domanda di cinema che per varie ragioni non viene intercettata dai film nelle sale. E una di queste ragioni è stata individuata proprio in alcune criticità legate all’esercizio, come la scarsa penetrazione nel territorio e la chiusura di un numero sempre maggiore di cinema monosala o con pochi schermi, tipicamente collocati nei centri urbani e statisticamente più adatti rispetto al multiplex a intercettare il pubblico over 50.

Ecco perché anche Tozzi ha replicato al patron di Filmauro sottolineando come in questo momento non si possa pensare a nessuna iniziativa che non abbia il supporto di tutte le categorie. “Tendenzialmente, nel tempo, si andrà in questa direzione ma in un momento come questo bisogna essere attentissimi” – ha dichiarato il presidente di Anica e produttore di Cattleya all’agenzia AdnKronos“il circuito delle sale è già in una fase di difficoltà, serve un esame prudente e approfondito di questa possibilità che non può essere perseguita senza l’accordo degli esercenti”. E soprattutto senza ricordare quel caparbio digital divide che fa del nostro un Paese “dove c’è ancora poca banda larga, dove non c’è una diffusione capillare della possibilità di scaricare contenuti ‘pesanti’, come appunto un film. Non c’è dubbio che abbiamo una falla aperta nel sistema a causa della pirateria e che occorre ripararla ma non credo che accelerare troppo in questa direzione sarebbe positivo”.

Considerando il vero e proprio boicottaggio minacciato da molti esercenti USA a seguito del tentativo di Universal Pictures di distribuire in Premium VOD la sua commedia Tower Heist a sole tre settimane dall’uscita in sala,  quella dell’Anec può senza dubbio considerarsi una reazione tiepida. Non si rompe quindi per ora il fronte tra produttori ed esercenti, ricucitosi con un po’ di difficoltà dopo il violento strappo provocato all’inizio di quest’anno dalla proposta  di finanziare gli sgravi fiscali al cinema attraverso il prelievo forzoso di un euro dal costo del biglietto (proposta alla fine sostiuita con un aumento delle accise sui carburanti). C’è però da chiedersi cosa succederebbe se, per caso, il prossimo cinepanettone finisse improvvisamente online proprio nel periodo delle feste…

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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