Archivio del mese di settembre 2011

set
16
2011
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Verso lo switch off del cinema in pellicola, iniziano Fox e The Space

Sono passati oltre 10 anni da quando il cinema Arcadia Multiplex a Melzo (MI) proiettava per la prima volta in assoluto in Italia un film nella sua versione digitale, quindi senza pellicola (era Star Wars – Episodio I).

Le sale attrezzate con la tecnologia digitale sono sempre di più nel nostro paese e il numero cresce ormai in modo esponenziale.

Il circuito The Space ad esempio ha reso noto che entro la fine di settembre ben il 70% delle sale sarà digitalizzato. Ecco le parole di Giovanni Canepa, il direttore generale della società:

“A fine settembre le sale digitalizzate del nostro circuito saranno oltre il 70%. Ci prepariamo allo switch off definitivo della pellicola entro marzo 2012. Porterà con sé una forza dirompente sulla distribuzione, una riduzione molto forte dei costi, aprendo così nuove opportunità per esercenti, distributori e produzioni.”

Infatti ricordiamo che stampare una copia in pellicola costa circa 1000 euro, un costo elevato che penalizza le piccola società di distribuzione. Un film distribuito digitalmente costa diverse centinaia di euro in meno.

Ma perché si parla di Switch Off definitivo del cinema in pellicola? Perché grossi studios come la 20th Century Fox hanno intenzione dal 2013 di distribuire unicamente le proprie pellicole nel formato digitale. A rivelarlo è stato Paolo Protti, presidente Agis e Anec, ad un convegno del Digital Expo della Mostra di Venezia che si è tenuto negli scorsi giorni. Ecco le sue parole:

“In un incontro ad Amsterdam a giugno con Fox, durante il quale abbiamo raggiunto un accordo sulla virtual print fee, i capi internazionali della major hanno dichiarato che a fine 2012 non distribuiranno più film in pellicola, ma solo in digitale. Allo stato attuale le previsioni per il 2011 fatte da noi con il Ministero dei Beni Culturali, relative al completamento della digitalizzazione delle sale, rischiano di saltare. Lo strumento del credito è essenziale anche per le piccole sale: se la transizione al digitale non viene fatta da tutti gli operatori contemporaneamente diventa un vantaggio di pochi e un danno per tutti. Le istituzioni devono lavorare affinché ci siano le condizioni politiche che consentano il cambiamento».

Quindi non solo Fox ma anche le altre major hanno intenzione di abbandonare completamente la pellicola come strumento di distribuzione cinematografica. Come sempre in questi casi i grossi circuiti non avranno problemi a coprire i costi della conversione, mentre le piccole sale rischiano grosso. Vedremo se nei prossimi mesi verrà proposta qualche misura a riguardo.

Fonte: eduesse

set
16
2011
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Arriva la rivoluzione Disney Studio All Access

Fino a qualche anno fa quando un film usciva dalle sale cinematografiche lo spettatore aveva solo due possibilità per rivederlo: comprarsi la Vhs oppure aspettare un passaggio televisivo (ai tempi capitava che un film venisse trasmesso in tv, ormai una rarità!).

Poi sono arrivati i Dvd, e le cose fondamentalmente sono rimaste immutate perché si trattava in ogni caso di un altro supporto fisico ed in seguito non cambiò nulla nemmeno con il Blu-ray.

Da quando esistono alcune possibilità di visione che permettono di vedere una pellicola senza averla su un supporto fisico, le cose invece sono effettivamente cambiate. Lo streaming digitale sta diventando sempre più frequente e il mercato dell’home entertainment è in continua evoluzione e segue (ed insegue) l’arrivo di tecnologie sempre più nuove, facili da usare e accessibili da ogni luogo.

Walt Disney è ormai da anni alla ricerca di una soluzione per venire incontro ai propri consumatori e finalmente sta per lanciare  Disney Studio All Access, conosciuto anche come DSAA. Tempo fa avevamo parlato di Keychest, una tecnologia di video-on-demand che Disney (ma anche Apple, Amazon e Google) stava sviluppando per creare un collegamento tra gli archivi di contenuti in modo da permettere, una volta acquistato un film in uno di essi, l’accesso a tali contenuti da qualsiasi store (altri studios come Fox, Paramount Pictures, Sony, Warner Bros stanno invece elaborando la tecnologia dell’UltraViolet, che potete scoprire qui).

dsaa-140x160Nel 2009 Disney aveva parlato di Keychest e dopo avergli dato un nome in una conferenza con gli investitori a febbraio, appunto DSAA, non l’ha più menzionata fino ai giorni attuali, quando ha lanciato il sito ufficiale in cui è possibile vedere un teaser trailer di spiegazione (non dice molto, ma potete vederlo a questo link).

Si tratta quindi di un nuovo servizio che permetterà agli utenti di pagare un solo prezzo per un film per poi poterne usufruire in tutti i formati. Così si avrà non solo una copia blu-ray, ma anche quella per l ’iPad, l’abilità di vederlo on demand o sul proprio cellulare, e tante altre.

Non ci sono attualmente molti dettagli ma a breve se ne dovrebbe sapere di più su Disney Studio All Access, e noi vi aggiorneremo.

Scritto da Leotruman in Editoria,Film,Generale
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set
12
2011
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Super 8 vince il weekend del 9-11 settembre, ma gli incassi rimangono bassi

Si sperava che il trend positivo continuasse e che gli incassi cinematografici, dopo essere gradualmente aumentati nelle ultime due settimane, crescessero ancora di più in questo secondo weekend di settembre anche visto la varia offerta di pellicole in sala.

Purtroppo le cose sono andate diversamente e complessivamente gli incassi sono stati solamente di 4.7 milioni di euro, in calo del 23% rispetto allo scorso fine settimana (pensare che ci si aspettava un weekend da 6-8 milioni di euro). Il calo rispetto allo stesso fine settimana del 2010 è stato addirittura del 33%: un inizio di settembre da dimenticare.

In tutto questo è Super 8, il film fantascientifico diretto da J.J. Abrams e prodotto da Steven Spielberg ad aver conquistato a sorpresa la vetta della classifica italiana. Nessuna delle pellicola in classifica è riuscita a superare la soglia psicologica del milione di euro e se Boxoffice 3D ha deluso, il risultato di Contagion è praticamente disastroso.

Super 8 Kyle Chandler Joel Courtney Elle Fanning Ron Eldard foto dal film 2

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set
09
2011
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Super 8, Contagion e Boxoffice 3D, le previsioni di incasso

Particolarmente interessante il nostro appuntamento settimanale con le previsioni di incasso dei principali siti di cinema. Questa settimana infatti escono tre pellicole di generi molto diversi ma con un numero di sale simile e buoni, ma allo stesso tempo imprevedibili potenziali di incasso.

Se Kung Fu Panda 2 è quasi certo che rimarrà probabilmente in vetta alla classifica per il terzo weekend, sono Super 8 (393 sale), Contagion (310 sale) Box Office 3D – Il film dei film (326 di cui 168 in 3D) a contendersi le altre posizioni della classifica.

Quanto incasseranno le pellicole nel weekend e chi salirà sul podio? Iniziamo ora a scoprire quali sono le previsioni di incassi del sito Screenweek:

Super 8 Teaser Poster USA

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set
08
2011
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La sfida del cinema italiano all’estero tra lievi incrementi, coproduzioni e VOD

Il confronto tra le performance del cinema italiano all’esterno nel triennio 2006-2008 e nel biennio 2009-2010 mostra un andamento tendenzialmente stabile, che indica un consolidamento ma non la grande crescita attesa dagli operatori del settore. Se nel primo periodo in considerazione i fatturati hanno raggiunto quota 26 milioni di euro, le stime indicano che negli ultimi due anni, i ricavi complessivi maturati al di fuori dei confini nazionali possano essere stimati tra i 25 e i 30 milioni: un incremento rassicurante ma che non comporta un vero e proprio balzo in avanti. Questo è il risultato della ricerca condotta dall’Anica e presentata ieri al Festival di Venezia durante l’incontro “Cinema: la sfida dei mercati esteri”. Presenti i rappresentanti dei due maggiori player del mercato, Paolo Del Brocco di RAI Cinema e Giampaolo Letta di Medusa, che hanno sottolineato entrambi l’importanza di cominciare a pensare a soggetti e storie adatte per l’esportazione.

“In 10 anni di esistenza abbiamo portato all’estero 150 film con un ricavo medio di 120 mila euro a titolo, che dal punto di vista economico non è una cifra accettabile”, ha spiegato l’AD della società di servizio pubblico, preoccupata in primo luogo di una più generale promozione dell’immagine del Paese. Tanto che, paradossalmente, sostiene Del Brocco, “ci vorrebbero più film come Il Diavolo veste Prada, anche se un ottimo lavoro in questo senso è stato portato avanti col nostro film The Tourist, che ha fatto apprezzare al mondo lo scenario di Venezia. Oltre che a film adatti a promuovere l’Italia all’estero, il top manager di RAI Cinema propone anche una collaborazione con le Camere di Commercio italiane all’estero, presidi ideali per diffondere la conoscenza della nostra cultura e del nostro territorio.

Più o meno dello stesso avviso Giampaolo Letta, che ha ricordato l’esperienza positiva di Medusa con grandi titoli nati già con un respiro internazionale come Baarìa, coproduzione italo-franco-tunisina distribuita in 56 Paesi. Pensare a progetti italiani di respiro internazionale è dunque il primo obiettivo di Medusa, che ha già in programma altri due titoli con un certo appeal per l’estero come il film di Sergio Castellitto Venuto al mondo e quello di Bernardo Bertolucci tratto da un romanzo di Ammaniti, Io e te. Importante, secondo Letta, è anche farsi coinvolgere in progetti che nascono già internazionali come Bop Decameron di Woody Allen, che ha appena terminato le riprese a Roma, Somewhere di Sophia Coppola e il caso di studio This must be the place di Paolo Sorrentino: “Un film italiano nel soggetto, nella sceneggiatura, nella regia e in molti comparti tecnici, ma internazionale nel cast, nelle location e soprattutto nell’impianto”, il che gli ha consentito di accedere a una grande varietà di capitali, come quelli di Intesa San Paolo, nonché ad agevolazioni fiscali quali il tax credit esterno previsto dalla normativa italiana.

Oltre ai progetti individuali, la parola d’ordine secondo l’AD di Medusa è però anche “fare sistema”, come sostiene in primo luogo anche il Presidente di Cinecittà Luce Roberto Cicutto, che sostiene la necessità di elaborare una strategia comune con il Mise, Ministero del Turismo e Confindustria in modo da assimilare il prodotto film a quello manifatturiero e farli concorrere insieme alla promozione del Made in Italy. Un obiettivo che, per Cicutto, deve essere accompagnato anche dall’apertura a nuove forme di distribuzione, segnatamente on line e tramite VOD, per portare all’estero quei titoli low budget o di natura non troppo commerciale per cui sostenere un diverso sforzo di promozione risulterebbe del tutto antieconomico.

A conferma dell’esistenza di un mercato estero per i film italiani resi disponibili in rete, l’esperienza di Rarovideo USA, testimoniata anche da Gianluca Curti, dal patron del gruppo italiano Mierva-Rarovideo: “Aprendoci a varie forme di VOD abbiamo consentito a film italiani realizzati con pochissime risorse di ripagare i propri costi di produzione, attirando tra l’altro un grande interesse anche da parte di testate come il NY Times. Abbiamo scoperto che all’estero c’è una fame di Made in Italy tremenda. Dobbiamo solo andare lì e soddisfarla”.

Fonte: Cineguru

set
07
2011
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Marco D’Andrea di Universal Pictures ci parla di Super 8

Venerdì 9 settembre uscirà finalmente anche nelle sale italiane l’atteso Super 8, il nuovo film diretto da J.J.Abrams e prodotto da Steven Spielberg. La pellicola fantascientifica ha fino ad oggi incassato 250 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di circa 50 milioni.

Abbiamo intervistato per l’occasione Marco D’Andrea, direttore commerciale di Universal Pictures Italia, che ci ha parlato delle potenzialità di incasso del film e ci ha fornito un’attenta analisi sull’avvio della stagione cinematografica 2011-2012 nel nostro paese.

Super 8 Teaser Poster USA

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set
07
2011
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Bookciak: un database per l’incontro tra i produttori di cinema e tv e le piccole case editrici

Dal Gattopardo a Gomorra, non c’è certo bisogno di specificare quanto sia stretto il rapporto tra editoria, cinema e tv. Secondo Riccardo Tozzi, Presidente dell’Anica e produttore di Cattleya, “l’Italia oggi è il Paese nel mondo in cui più alta è la percentuale di film tratti da romanzi. Negli ultimi 10 anni il recupero della nostra quota di mercato, passata dal 12 a più del 40%, si deve anche alla componente rappresentata dai libri, come dimostra il caso della pellicola di Garrone. È importante anche perché per lo più non si tratta di commedie ma di opere che hanno mantenuto la diversificazione dei generi spingendosi verso un cinema d’autore e di ricerca”.

In questo contesto sembrerebbe bizzarra la creazione di un portale come Bookciak: un sito internet realizzato su iniziativa delle giornaliste Gabriella Gallozzi e Maria Serena Palieri dell’Associazione Calipso e sostenuto dal Mibac, volto a favorire l’incontro tra mondo dell’editoria e quello della produzione cinematografica e televisiva. Se non fosse che, come ha ricordato lo stesso Tozzi presentando il nuovo database alla 68. Mostra di Venezia, si tratta di “due mercati estremamente verticalizzati, vale a dire dove la maggior parte delle attività si concentra su pochissimi operatori”, tutto a discapito dei soggetti più deboli e della libera concorrenza tra i vari prodotti culturali da essi offerti.

Lo ha specificato meglio anche la curatrice del progetto, Maria Serena Palieri: “La realtà dell’editoria italiana è fra le più frastagliate, è una realtà dei mille campanili, dove ogni anno si censiscono tra le 9 e le 10mila case editrici, mentre quelle effettivamente in produzione non superano le 800-900”. Se poi ci spostiamo verso quelle che forniscono storie al cinema, ci si accorge come “i grandi player sono pochissimi, Mondadori, Feltrinelli e una manciata di altri”. L’intento di Bookciak consiste dunque non tanto nel capovolgere questo stretto rapporto tra i due settori, ma nell’ampliarlo “facendo giocare tutti sullo stesso piano, i piccoli e i grandi, ma anche le novità e i titoli in catalogo”. Si tratta di un tentativo di “democratizzaizone” degli scambi tra editoria, cinema e tv, spiega Gallozzi, “finora improntati soprattutto ai rapporti personali e ai contatti diretti tra i produttori e chi pubblica i libri”.

Consultabile previa registrazione, riservata dagli addetti ai lavori, il database di Bookciak sarà incentrato su un motore di ricerca tramite cui accedere alle schede dei libri categorizzate in base ad alcuni elementi chiave, come autore, titolo, genere, lingua, anno di pubblicazione ecc. Il sito è inoltre diviso in varie sezioni “chiuse”, dedicate rispettivamente a produttori, editori, autori e chiunque detenga i diritti di un romanzo o di una pièce teatrale, più una meno intuitiva riservata ai videomaker, cioè a coloro che con il permesso dei proprietari del copyright vorranno uploadare dei filmati con la propria visione del libro scelto.

Secondo Tozzi, si tratta di un dispositivo molto utile in quanto, servendosi della rete, rappresenta uno “strumento interattivo che squassa il panorama attuale e lo apre alla ricerca”, proponendosi di agire proprio in uno dei campi più critici del nostro Paese, vale a dire “la capacità di allargare i settori più chiusi e di coinvolgere il talento che rimane escluso”.

Fonte: Cineguru

set
06
2011
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Schermi di qualità a Venezia: presentati i risultati del programma del Mibac a sostegno del cinema d’autore

755 schermi iscritti, e concorrenti a 736 premi, per un totale di 15,8 milioni di presenze, pari al 14,8% di quelle totali registrate al box office. Questi i numeri del 2011 di Schermi di Qualità, il programma di sostegno delle sale che orientano il proprio “palinsesto” al prodotto italiano ed europeo con una certa valenza culturale. Nata nel 2004 con il nome di “100 città”, l’iniziativa sostenuta ogni anno dal Mibac è giunta a questa settima edizione con più di un’incertezza riguardo al rifinanziamento da parte del Ministero, che in effetti non è stato ancora stanziato ma su cui, assicura la coordinatrice nazionale Cristina Loglio, sono giunte ampie rassicurazioni. Anche perché, come ha ricordato la Dott.ssa Maria Giuseppina Troccoli della Direzione Generale Cinema alla presentazione tenutasi ieri alla 68. Mostra di Venezia, si tratta di un “progetto speciale, poiché trasversale e non direttamente riconducibile né all’esercizio né alla produzione, ma ad entrambi”.

Protagonista assoluto è infatti il prodotto italiano ed europeo di qualità, che questo particolare tipo di sostegno aiuta a incontrare il proprio pubblico: un target che, secondo la ricerca presentata dal Prof. Gianni Celata dell’Università La Sapienza di Roma, coincide per ampia parte con quello delle sale urbane di prossimità, sempre più a rischio chiusura per l’incalzare dei multiplex e della sfida dell’ammodernamento tecnologico.

“Le cifre dimostrano come maggiori livelli di incassi si possano ottenere quanto più si riesce a far crescere la presenza di film italiani nel box office complessivo – ha specificato Celata - e per aumentare la quota di prodotto italiano diventa decisivo il numero delle sale, in particolare di quelle dedicate al cinema di qualità”. L’immediato termine di paragone sono, come sempre, i cugini d’Oltralpe: “I 755 schermi partecipanti all’edizione di quest’anno corrispondono circa al 22-23% di quelli Cinetel, mentre in Francia le sale che garantiscono una programmazione di questo tipo rappresentano il 40% del totale”. E questo sarebbe, secondo Celata, il segreto di quei 200 milioni di biglietti che per l’Italia sembrano un traguardo difficilmente arrivabile.

Secondo lo studio presentato alla Mostra del cinema di Venezia, la priorità – più volte ribadita nei giorni scorsi anche dal presidente dell’Anica Riccardo Tozzi – è aumentare il numero di sale, tanto quelle che intercettano “bacini di mobilità” (i multiplex), quanto i cinema di città in progressiva chiusura. Anche perché, sottolineano i dati presentati da Celata, è lì che molti film italiani ed europei d’autore realizzano consistenti fette dei propri risultati, in particolare quelli definiti “di segmento” (La passione di Mazzacurati in 49,8% giornate di programmazione su schermi di qualità, vi ha realizzato il 56,6% degli incassi) e “difficili” (Into Paradiso e Noi Credevamo di Mario Martone, entrambi con il 62-63% di programmazione, vi hanno ottenuto rispettivamente il 69 e il 65,3% del proprio risultato complessivo), tanto più se si tiene conto della capacità delle sale di prossimità di sfruttare la coda lunga del botteghino.
Fonte: Cineguru

set
05
2011
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Venezia: accordo Cinecittà Luce-Telecom per la distribuzione on line su Cubovision

“Con questo nuovo accordo, Cinecittà Luce entrerà nelle case di 18 milioni di famiglie”: ha commentato con entusiasmo Luciano Sovena, AD di Cinecittà Luce, la presentazione oggi, alla 68. Mostra del cinema di Venezia, della partnership con Telecom Italia che porterà in VOD e su web tv una parte consistente del patrimonio audiovisivo storico italiano, conservato negli archivi dell’ex-Istiuto Luce. Si tratta di 150 film e 200 contenuti filmati che a partire da settembre saranno distribuiti attraverso Cuboviasion, la sua web tv e l’IPTV della compagnia di TLC.

“Oggi quasi il 70% del traffico dati circolante sulle nostre reti è costituito da video, anche se di questi almeno il 50% risulta piratato e veicolato attraverso il P2P”, ha detto a proposito il Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè, mettendo così in evidenza la centralità di iniziative come questa nell’aumento dell’offerta legale on-line. Dal punto di vista economico, la partnership tra i due soggetti è stata realizzata tramite un investimento iniziale da parte di Telecom di mezzo milione di euro, ma se l’offerta di titoli Cinecittà Luce avrà successo, il Presidente della compagnia non esclude che la cifra complessiva possa salire fino ai 3 milioni.

Essenso il “cubo” di Telecom una piattaforma fruibile in varie mobilità, i contenuti saranno disponibili sia sul digitale terrestre che sul computer, su web-tv e sui tablet dotati del sistema Android. L’offerta VOD e SVOD, in particolare, sia articolerà nei cataloghi “Cinecittà Luce Film”, con nuovi titoli e library italiane e straniere, e in “Cinecittà Luce Doc”, dedicato al cinema di non-fiction. Per quanto riguarda l’offerta web free, i canali saranno tre, vale a dire “A spasso nel tempo”, “Come eravamo” (dedicati a cinegiornali d’epoca) e “DOC”, dove troveranno spazio i documentari d’archivio.

Una volta passati per le normali windows della sala e dell’home video, su Cubovision sbarcheranno anche i titoli portati da Cinecittà Luce a Venezia come Nel nome del padre, versione rieditata da Marco Bellocchio in occasione del suo Leone d’Oro alla Carriera, la versione restaurata di India di Roberto Rossellini, Pasta nera di Alessandro Piva, El campo di Hernàn Belòn, e I piccioni di Venezia di Francesco Pasinetti (riproposto nel centenario della nascita del regista). Sarà invece visibile già in contemporanea al Festival This is not a film, del regista iraniano perseguitato dal regime Jafar Panahi.

Oltre a un “perfetto matrimonio di interesse”, per il ministro della Cultura Giancarlo Galan si tratta anche della dimostrazione che, nonostante le polemiche sollevatesi negli scorsi mesi a causa del riassetto societario , “nemmeno un ago sarà tolto a Cinecittà Luce.

Fonte: Cineguru

set
03
2011
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La Valle d’Aosta crea un fondo da 600mila euro per il cinema

Durante uno degli eventi collaterali al Festival di Venezia, che si sta svolgendo proprio in questi giorni nella città lagunare, la regione Valle d’Aosta ha annunciato la creazione di un proprio fondo cinematografico.

La più piccola regione d’Italia, solo 130mila abitanti, stanzierà 600mila euro da destinare ad opere cinematografiche che daranno visibilità ai castelli della regione, ai siti archeologici ed alle splendide vedute panoramiche. Potranno beneficiarne società nazionali o internazionali che filmeranno nella regione, ma anche le compagnie indipendenti che hanno sede lì.

La Film Commission della Valle d’Aosta aiuterà non solo i registi ma anche contribuirà ad alcuni progetti per le attività di location scouting e per aiutare gli staff locali.

Il presidente della commissione Luciano Barisone ha affermato:

“Siamo un in leggero ritardo, ma questo non è necessariamente uno svantaggio perché possiamo imparare da ciò che altre commissioni hanno fatto. E noi pensiamo di avere alcuni vantaggi rispetto ad altri fondi regionali.”

Essendo una regione bilingue, dove sia l’italiano che il francese sono lingue ufficiali, si spera in questo modo di attirare l’attenzione anche dei registi d’oltralpe. Se l’iniziativa andrà a buon fine, la commissione ha annunciato che il budget potrebbe essere innalzato in futuro.

Fonte: THR