Verso lo switch off del cinema in pellicola, iniziano Fox e The Space
Sono passati oltre 10 anni da quando il cinema Arcadia Multiplex a Melzo (MI) proiettava per la prima volta in assoluto in Italia un film nella sua versione digitale, quindi senza pellicola (era Star Wars – Episodio I).
Le sale attrezzate con la tecnologia digitale sono sempre di più nel nostro paese e il numero cresce ormai in modo esponenziale.
Il circuito The Space ad esempio ha reso noto che entro la fine di settembre ben il 70% delle sale sarà digitalizzato. Ecco le parole di Giovanni Canepa, il direttore generale della società:
“A fine settembre le sale digitalizzate del nostro circuito saranno oltre il 70%. Ci prepariamo allo switch off definitivo della pellicola entro marzo 2012. Porterà con sé una forza dirompente sulla distribuzione, una riduzione molto forte dei costi, aprendo così nuove opportunità per esercenti, distributori e produzioni.”
Infatti ricordiamo che stampare una copia in pellicola costa circa 1000 euro, un costo elevato che penalizza le piccola società di distribuzione. Un film distribuito digitalmente costa diverse centinaia di euro in meno.
Ma perché si parla di Switch Off definitivo del cinema in pellicola? Perché grossi studios come la 20th Century Fox hanno intenzione dal 2013 di distribuire unicamente le proprie pellicole nel formato digitale. A rivelarlo è stato Paolo Protti, presidente Agis e Anec, ad un convegno del Digital Expo della Mostra di Venezia che si è tenuto negli scorsi giorni. Ecco le sue parole:
“In un incontro ad Amsterdam a giugno con Fox, durante il quale abbiamo raggiunto un accordo sulla virtual print fee, i capi internazionali della major hanno dichiarato che a fine 2012 non distribuiranno più film in pellicola, ma solo in digitale. Allo stato attuale le previsioni per il 2011 fatte da noi con il Ministero dei Beni Culturali, relative al completamento della digitalizzazione delle sale, rischiano di saltare. Lo strumento del credito è essenziale anche per le piccole sale: se la transizione al digitale non viene fatta da tutti gli operatori contemporaneamente diventa un vantaggio di pochi e un danno per tutti. Le istituzioni devono lavorare affinché ci siano le condizioni politiche che consentano il cambiamento».
Quindi non solo Fox ma anche le altre major hanno intenzione di abbandonare completamente la pellicola come strumento di distribuzione cinematografica. Come sempre in questi casi i grossi circuiti non avranno problemi a coprire i costi della conversione, mentre le piccole sale rischiano grosso. Vedremo se nei prossimi mesi verrà proposta qualche misura a riguardo.
Fonte: eduesse
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Più o meno dello stesso avviso Giampaolo Letta, che ha ricordato l’esperienza positiva di Medusa con grandi titoli nati già con un respiro internazionale come
Lo ha specificato meglio anche la curatrice del progetto, Maria Serena Palieri: “La realtà dell’editoria italiana è fra le più frastagliate, è una realtà dei mille campanili, dove ogni anno si censiscono tra le 9 e le 10mila case editrici, mentre quelle effettivamente in produzione non superano le 800-900”. Se poi ci spostiamo verso quelle che forniscono storie al cinema, ci si accorge come “i grandi player sono pochissimi, Mondadori, Feltrinelli e una manciata di altri”. L’intento di
Protagonista assoluto è infatti il prodotto italiano ed europeo di qualità, che questo particolare tipo di sostegno aiuta a incontrare il proprio pubblico: un target che, secondo la ricerca presentata dal Prof. Gianni Celata dell’Università La Sapienza di Roma, coincide per ampia parte con quello delle sale urbane di prossimità, sempre più a rischio chiusura per l’incalzare dei multiplex e della sfida dell’ammodernamento tecnologico. 


