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3D croce e delizia di Hollywood, gli spettatori calano

In tutto il mondo Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare ha incassato la cifra record di 346 milioni di dollari in 5 giorni. Se il rincontro internazionale è stato incredibile, il mercato americano si è dimostrato parzialmente deludente: poco più di 90 milioni di dollari in 3 giorni, una cifra notevole che tuttavia...

In tutto il mondo Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare ha incassato la cifra record di 346 milioni di dollari in 5 giorni. Se il rincontro internazionale è stato incredibile, il mercato americano si è dimostrato parzialmente deludente: poco più di 90 milioni di dollari in 3 giorni, una cifra notevole che tuttavia sfigura se confrontata con i ricchi esordi dei due capitoli precedenti (135 e 115 milioni di dollari).

Richard Greenfield, un analista della BTIG, ha affermato che il kolossal sul suolo americano avrebbe incassato nettamente di più se gli fosse stata concessa almeno la metà degli schermi in 2D rispetto al terzo circa che si è trovato ad avere.

Greenfield non è d’accordo con le affermazioni di Jeffrey Katzenberg e James Cameron, che pensano che il 3D sia la panacea di tutti i mali di Hollywood. Infatti sembra proprio che i consumatori inizino gradualmente e sempre più seriamente a rifiutare la “terza dimensione”.

La prova è evidente: solo il 38% degli incassi del weekend deriva dagli schermi 3D non IMAX, una percentuale decisamente inferiore rispetto ad altri due blockbuster per famiglie dello scorso anno come Shrek 4 (54% dell’incasso 3D) e Dragon Trainer (57%).

Proiettare un film in meno sale 3D non vuol dire necessariamente incassare meno. La dimostrazione proviene dal grande successo Cattivissimo Me, che registrò solamente il 45% degli incassi d’apertura provenienti dal sale 3D (una delle più basse fino ad oggi) ma ebbe una tenuta straordinaria e le sale in due dimensioni gli permisero di raggiungere l’elevatissima cifra di 251 milioni di dollari in patria, ovviamente dovuta al passaparola e alla qualità artistica della pellicola.

Sono diversi i fattori chiave che agiscono a sfavore del 3D quando si tratta di un film con target principale le famiglie. Primo tra tutti è l’elevato costo del biglietto, sempre più alto, ma anche la paura e il fastidio che provocano alcuni bambini nell’indossare gli occhialini 3D.

Per quanto riguarda il prezzo del biglietto medio registrato per Pirati 4, negli USA è stato di $14.85 per la versione IMAX 3D, $10.85 per il 3D non-IMAX e $7.60 per il 2D.

I costi variano da stato a stato. Ad esempio in California si arriva anche a $18.50 per l’IMAX 3D, $17.50 per il 3D non-IMAX e $12.50 per il 2D, che sembrano folli ma corrispondono esattamente ai prezzi italiani se convertiti in euro. Nelle campagne americane un biglietto 3D arriva a costare anche 46% in più rispetto alla versione tradizionale, e le famiglie non possono più ignorare tale sovrapprezzo.

Gli incassi derivanti dal circuito IMAX tuttavia, pur essendo i cinema più costosi stanno gradualmente salendo e gli spettatori hanno sempre più fiducia nel brand. Il target interessato da IMAX è soprattutto quello dei giovani e non delle famiglie, e in molti preferiscono spendere un ulteriore sovrapprezzo pur di guardarsi il proprio kolossal preferito nella migliore versione possibile (arrivata da poco anche in Italia con l’inaugurazione della prima sala IMAX a Pioltello, Milano).

L’analista conclude affermando che Hollywood dovrebbe puntare più sulla qualità delle pellicole che sul 3D nel 2012, cercando di soddisfare e di venire incontro ai desideri degli spettatori più che preoccuparsi della tecnologia.

Il 3D non è di certo un cancro da estirpare ed è stato fondamentale per gli incassi e per il mondo del cinema negli ultimi 24 mesi. Probabilmente sarà necessario non forzare eccessivamente la mano, lasciando una maggiore scelta agli spettatori che a volte si trovano a decidere se vedere il film in tre dimensioni o non vederlo proprio a causa del numero spropositato di copie a disposizione. Una quota del 40% di schermi 3D sul totale dovrebbe essere una soglia da non superare, visto che gli introiti non aumentano in proporzione lineare ma sta iniziando ad avvenire proprio il contrario.

Fonte: deadline, theWrap

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