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Il Gioiellino e la sua campagna virale on-line

Quando parliamo di web marketing virale cinematografico abbiamo sempre parlato di produzioni hollywoodiane, spesso kolossal, con associate campagne promozionali lunghe e costose (costano molto più delle pellicole italiane stesse). Per un volta possiamo invece parlare del nostro paese e di un film in uscita questo venerdì, Il Gioiellino di Andrea Molaioli (che nel 2007 diresse il...

Quando parliamo di web marketing virale cinematografico abbiamo sempre parlato di produzioni hollywoodiane, spesso kolossal, con associate campagne promozionali lunghe e costose (costano molto più delle pellicole italiane stesse).

Per un volta possiamo invece parlare del nostro paese e di un film in uscita questo venerdì, Il Gioiellino di Andrea Molaioli (che nel 2007 diresse il successo La Ragazza del Lago).

Infatti la campagna de Il Gioiellino è una delle poche pellicole italiane, almeno al momento attuale, ad essersi avvalsa dei più moderni e attuali mezzi di promozione sviluppando una campagna virale di durata media e piuttosto articolata.

Il film “romanza” (neanche più di tanto) il crac Parmalat e parla di un’azienda italiana produttrice di latte (Leda) che continua ad espandersi senza sosta in nuovi mercati e settori. Ma i propri manager, di livello non adeguato, per coprire alcuni errori iniziano a falsare i bilanci alzando il livello di rischio fino al pesante crollo che graverà sulle spalle di investitori e piccoli risparmiatori.

Il gioiellino Poster Italia

La campagna virale è stata ideata da Estrogeni e si è basata sulla promozione della fantomatica azienda Leda s.p.a., creandone il suo sito ufficiale.

Nel sito cliccando su “Oltre al latte noi produciamo i valori” andiamo sul sito vero e proprio dell’azienda, con la presentazione delle tre qualità di latte (intero, scremato, parzialmente scremato).

Cliccandoci si passa poi alla scoperta del mondo Leda con tanto di “mission aziendale”, presentazione di tutti i prodotti del pianeta Leda. La presentazione dei vari prodotti (diverse decine) è avvenuta gradualmente nel corso dei mesi con associate delle vere e curate ricette culinarie.

C’è anche la sezione dedicata alle campagne promozionali della Leda con tanto di spot rv (estremamente curati) e manifesti retrò che ricordano le prime pubblicità della famiglia Restelli quando non aveva ancora creato il proprio impero.

Cliccando su “gioca” di viene rimandati ad una applicazione Facebook chiamata “Consegne a domicilio” che consiste in un bellissimo gioco dove bisogna guidare un moto per consegnare il latte evitando ostacoli. Prima di giocare bisogna cliccare sull’immancabile “mi piace” della pagina Facebook della Leda, che conta oltre 11500 iscritti (un numero piuttosto consistente). C’è anche l’account Twitter associato (@LatteLeda) che consta invece di 126 follower.

Non sono tuttavia gli unici social network utilizzati per il virale. E’ stato creato anche un mini-blog su Tumblr (collettivo03) che è la voce della protesta nei confronti della Leda, che mostra alcuni video di manifestazioni da parte di allevatori decisamente realistici.

Solo pochi giorni fa è stato rivelato il reale collegamento tra i siti e i social a marchio Leda e Il Gioiellino, e sulla pagine Facebook sono comparsi alcuni video che terminavano con la promozione della pellicola.

Il risultato è ottimo: estrema cura per ogni dettaglio, elevato grado di verosomiglianza, grande attenzioni per i social network.

Il gioiellino Toni Servillo foto dal film 6

Ma perché alle pellicole italiane, soprattutto le più importanti e attese, viene associata così raramente una buona campagna virale nonostante sia ormai la prassi all’estero?

Qualche risposta ce l’ha fornita Francesco Del Franco, esperto ed ideatore di campagne di viral marketing per il mondo del cinema per la società Estrogeni (che ha creato proprio il virale de Il Gioiellino) intervenuto a Border-Radio durante la diretta della notte degli Oscar.

Del Franco ha spiegato che le differenze abissali in questo tipo di campagne tra Italia e Hollywood dipendono ovviamente dai budget a disposizione, visto che un film come Tron: Legacy ha avuto decine di milioni di dollari a disposizione per creare una campagna virale durata addirittura anni.

E’ un caso estremo, ma ben rappresentativo. Tuttavia paradossalmente ha aggiunto che in Italia sono invece le case di distribuzione più piccole, come BIM, a credere e investire nel marketing virale cinematografico mentre i grandi nomi puntano unicamente sulla promozione classica (come abbiamo esaminato settimana scorsa per Manuale d’Amore 3, che non aveva nemmeno la pagina Facebook ufficiale e decisione che, visti gli scarsi risultati, forse Filmauro dovrebbe rivalutare in futuro).

Del Franco ha spiegato infine che i social network sono tutti importanti, ma bisogna fare molta attenzione al loro target visto che Facebook, Twitter e Tumblr li hanno totalmente diversi e creare sezioni diversificate della campagna. Per questo anche analizzandone le cifre bisogna tener conto che 1 follower su Twitter non equivale necessariamente ad 1 fan di Facebook.

Speriamo in futuro di poter assistere ad un maggiore sviluppo di questa modalità di promozione anche in Italia, in modo da poterle analizzare e confrontare per comprenderne meglio i punti di forza e di debolezza.

Fonti: estrogeni, sonosoloparolesparse, corriere

 

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