Archivio del mese di gennaio 2011

gen
17
2011
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Harry Potter 7 secondo incasso mondiale della saga!

E’ arrivata solo poco fa, tramite il sito BoxofficeMojo, la notizia che Harry Potter e i Doni della Morte: parte prima ha raggiunto quota 938.274.000 dollari ed è diventato ufficialmente il secondo incasso mondiale della saga di Harry Potter!

Harry Potter E I Doni Della Morte Poster Italia 01

Si tratta di un risultato eccezionale, secondo solo al primo capitolo (974.7 milioni di dollari), e supera di un soffio il quinto episodio Harry Potter e L’ordine della Fenice, che nel 2007 aveva stupito incassando 938.212.738 dollari.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue lo scorso anno invece si “accontentò” di 933.9 milioni di dollari incassati.

Negli USA la settima avventura del maghetto ha raccolto fino ad ora 290.2 milioni mentre nel resto del mondo ne ha incassati ben 648 (un risultato molto vicino ai 657 milioni raccolti dal primo film, ovviamente inflazione esclusa).

A questo punto Harry Potter 7 è diventato il decimo incasso della storia del cinema (sempre inflazione esclusa) e il prossimo concorrente da superare sarebbe il terzo episodio di Pirati dei Caraibi che ha un totale di 961 milioni.

Harry Potter e i Doni della Morte Horizontal Banner 01

Un altro importante risultato raggiunto nei giorni scorsi è che la serie fino ad ora ha superato l’incasso di 2 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti (2.003.356.072 dollari per la precisione) superando saghe ben più longeve, come quella di James Bond ferma a 1.6 miliardi e quella di Star Wars (quasi 2 miliardi).

Si tratta del primo franchise ad abbattere questa soglia nella storia del Boxoffice americano, un risultato incredibile (e dopo soli 7 capitoli).

Harry Potter negli USA ha una media di incasso a film di 286.1 milioni di dollari, con un weekend d’esordio medio di 93.5 milioni.

A livello globale sono invece 6.35 i miliardi di dollari incassati e chissà che apporto potrà dare l’epico e conclusivo capitolo della serie, Harry Potter e i Doni della morte: parte seconda, in uscita a luglio 2011 in 3D.

Sembra proprio che il muro del miliardo di dollari sarà abbattuto senza pietà, ma potrebbe anche arrivare grazie al sovrapprezzo 3D e al fattore “finale” ai 1.3 miliardi.

Lo scopriremo insieme dal 13 luglio 2011!

Fonte dei dati: boxofficemojo

Scritto da Leotruman in Box Office,Generale

gen
16
2011
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Tim Burton: La Fabbrica di Cioccolato e i suoi più grandi successi

Nel blog ScreenWEEK Kids, uno dei blog della grande famiglia ScreenWEEK, ogni settimana viene scelto ed analizzato attentamente un Cult for Kids, un classico del mondo del cinema per ragazzi e famiglie che ha segnato la storia del genere.

Il compito di Cineguru è di esaminare il Cult For Kids della settimana dal punto di vista del successo al botteghino e cogliendo anche l’occasione per parlare un po’ del suo regista o dei suoi attori.

L’ultimo Cult scelto è stato La Fabbrica di Cioccolato di Tim Burton, remake di grande successo di Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato di Mel Stuart con Gene Wilder e tratto dal racconto di Roald Dahl.

La Fabbrica di Cioccolato Poster Italia 02

Il film del 1971 fu un grande insuccesso commerciale nei cinema, ma con il tempo e il passaparola divenne sempre più importante fino a diventare un vero e proprio classico per ragazzi (ancora di più nei paesi anglosassoni).

Inevitabile, dopo oltre 30 anni, che si pensasse di produrne un bel remake che venne affidato forse al regista più adatto in assoluto per il progetto: il visionario Tim Burton.

Burton affidò il ruolo di Willy Wonka al suo attore feticcio, Johnny Depp, e a quel punto i 150 milioni di dollari stanziati non sembrarono più una follia ma una garanzia per un successo sicuro.

Gli spettatori non mancarono l’appuntamento in sala e il film incassò nel weekend di apertura negli USA (uscì il 15 luglio 2005) ben 56.1 milioni di dollari con una media per sala di quasi 15mila dollari.

Il passaparola fu ottimo e la pellicola arrivò addirittura a 206.5 milioni di dollari totali. Decisamente positivo anche il riscontro internazionale con oltre 268 milioni incassati per un totale globale di ben quasi 475 milioni di dollari (di cui 12.5 raccolti in Italia).

Malgrado la cifra elevata, non si tratta del successo più importante nella carriera del regista.

Vediamo allora quali sono quindi i cinque più grandi successi raggiunti in 25 anni di onorato servizio da Tim Burton negli USA (senza considerare l’inflazione).

Batman il Ritorno Poster USA045) Batman – Il Ritorno (1992):

A 3 anni di distanza dal primo film su Batman, che stregò gli spettatori di tutto il mondo, sbarcò nelle sale l’invitabile sequel questa volta con protoganisti Danny DeVito (il Pinguino) e Michelle Pfeiffer (Catwoman) ad accompagnare Micheal Keaton (Batman).

La critica lo amò e tutti furono concordi nell’affermare che Burton era riuscito a superarsi con questo secondo episodio, ma gli incassi furono diminuirono.

Nonostante ciò i ben 162.8 milioni di dollari raccolti valgono ancora il quinto posto in assoluto tra gli incassi dei 14 lungometraggi diretti dal regista californiano (quasi 277 milioni invece raccolti worldwide).

4) Planet of the Apes (2001):

A chi poteva essere assegnato il riavvio di una storica saga fantasy come quella de Il Pianeta delle Scimmie? Ovviamente a Tim Burton, che dopo Batman tornò ad un grande kolossal con un budget di circa 100 milioni di dollari.

I protagonisti scelti furono Mark Wahlberg, Tim Roth ed Helena Bonham Carter, che non solo reciterà ancora in molte pellicole del regista ma ne diverrà in seguito anche la moglie.

L’esordio fu mostruoso: ben 68.5 milioni di dollari. La cifra può sembrare solo discreta oggi (47esimo posto), ma nel 2001 era addirittura il secondo esordio della storia del cinema dopo i 72 milioni de Il Mondo Perduto.

Non so per quale motivo questa pellicola viene a volte considerata un insuccesso di Burton, visti i 180 milioni di dollari incassati negli USA, che diventano addirittura 362.2 milioni globalmente.

3) La Fabbrica di Cioccolato (2005)

Ne abbiamo parlato sopra e i 206.5 milioni di dollari incassati negli USA valgono alla pellicola il terzo posto in questa classifica.

2) Batman (1989)

Il primo grande kolossal sull’uomo pipistrello arrivò nelle sale americane il giugno del 1989.

La Warner Bros affidò ben 35 milioni di dollari (una cifra piuttosto importante per l’epoca) a Tim Burton per il progetto, su cui si imbarcarono Micheal Keaton, Jack Nicholson e Kim Basinger.

Il successo fu enorme. 40.5 milioni di dollari nel weekend d’esordio che non calarono per settimane fino a raggiungere il fantastico totale di 251.2 milioni di dollari.

Se già la cifra vi sembra importante oggi, pensate che corrisponderebbe effettivamente a 500.4 milioni di dollari attuali (il secondo incasso in assoluto per la saga di Batman dopo i 533 milioni de Il Cavaliere Oscuro).

La pellicola raccolse anche 160 milioni in tutto il mondo per un totale globale di 411 milioni. Niente male per un regista che era solamente al suo terzo lungometraggio!

Alice in Wonderland Il Cappellaio Matto (poster col titolo errato)1) Alice in Wonderland (2010)

Quando Disney affidò ben 200 milioni di dollari a Burton per portare sul grande schermo una nuova versione del classico Alice del Paese delle Meraviglie, ben pochi pensavano che fosse un pessimo investimento.

Quando poi il ruolo del Cappellaio Matto venne affidato a Johnny Depp, reduce dalla trilogia dei Pirati dei Caraibi (quasi 3 miliardi di dollari con 3 pellicole), si iniziò ad alzare le aspettative nei confronti della pellicola, che in effetti non furono tradite ma superate.

116 milioni nei primi 3 giorni d’esordio negli USA, l’ottavo miglior esordio di sempre. Addirittura 334.1 milioni di dollari totali, il 20esimo miglior incasso del botteghino USA, il terzo in assoluto per un film in 3D.

Semplicemente incredibile il totale incassato in tutto il mondo a fine corsa: 1.024.299.722 dollari, il sesto di sempre.

Tim Burton è quindi garanzia di successo e di grandi incassi (nonché di ottime critiche) e solamente negli USA ha incassato in tutta la sua carriera 1.62 miliardi di dollari con una media di 115.9 milioni di dollari a film (pochissimi registi possono vantare una media superiore ai 100 milioni).

Ma quali sorprese sta preparando il regista per il grande pubblico? A quali fantastiche produzioni sta lavorando?

Scopriamo insieme quali sono i prossimi film in uscita di Tim Burton.

A marzo 2012 uscirà Frankenweenie, che segna il suo ritorno alla adorata animazione in stop motion che abbiamo potuto gustare anche con La Sposa Cadavere nel 2005.

Si tratta di un grande evento in quanto, per chi non lo sapesse, Frankenweenie è il titolo di un cortometraggio diretto e sceneggiato da Burton che gli fruttò il divorzio dalla Disney come animatore (e addirittura il corto fu vietato ai minori di 14 anni!), nonostante ottenne una nomination agli Oscar come Miglior Cortometraggio.

Dopo molti anni i rapporti sono ritornati pacifici e proprio con la Disney il regista ha firmato un contratto un paio di anni fa per un remake del soggetto in forma di lungometraggio animato in stop motion, per di più in 3D!

Ovviamente ci si aspetta grandi cose anche da questa pellicola e chissà se potrà regalargli il meritato Oscar.

Per il 2012 è prevista anche l’uscita dell’ennesima collaborazione con Johnny Depp (l’ottava) che li vedrà riuniti in Dark Shadows, un horror-gotico incentrato sulla vita del vampiro Barnaby Collins e tratto dall’omonima serie televisiva.

E’ da Il Mistero di Sleepy Hollow che aspettiamo il ritorno di Tim Burton al genere horror e questa sembra proprio essere una ghiotta occasione.

Quindi un intero anno di assenza (il 2011) verrà colmato con ben due pellicole in uscita nel 2012.

Non ci sono dubbi che l’attesa verrà premiata.

Fonte: boxofficemojo, imdb

Scritto da Leotruman in Box Office,Generale

gen
11
2011
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Il sovrapprezzo potrebbe uccidere il botteghino 3D?

SullHollywood Reporter è stato appena riportato una studio della società PricewaterhouseCoopers che mostra come gli esercenti potrebbero abolire il sovrapprezzo per il biglietti 3D, visto che i consumatori non più  sono intenzionati a pagarli.

Avatar e la standardizzazione della tecnologia hanno rappresentato dei punti fondamentali per l’accettazione delle pellicole in 3 dimensioni, ma Hollywood rischia di uccidere la gallina dalle uova d’oro se gli aumenti dei prezzi continueranno e si saturerà ulteriormente il mercato.

Secondo lo studio ci sono già ben 40 pellicole in 3D di cui l’uscita è prevista quest’anno e il fatto è che per una volta ci sono i soldi per produrli! Infatti spesso gli investitori hanno piacere nell’investire in pellicole tridimensionali, a volte forse troppo.

La grande offerta di fondi ha portato spesso alla conversione delle pellicole da 2D in 3D, e sappiamo benissimo la qualità che poi ritroviamo sullo schermo.

Tuttavia il 50-70% dei ricavi è stato generato dal 3D, che paradossalmente ha contribuito ad aumentare le entrate per gli studios nonostante una diminuzione drastica del numero di biglietti venduti.

Il rapporto elenca anche alcune percentuali di incassi ottenuti grazie alla stereoscopia nel primo weekend di programmazione:

  • Step Up 3D: 84%
  • Avatar: 80%
  • Final Destination: 73%

Tuttavia il sovrapprezzo dei biglietti 3D è troppo elevato (in media 5 dollari) e la studio conclude affermando che il 77% degli americani non ha intenzione di sborsare più di 4 dollari in più.

Anzi, una buona fetta non è proprio intenzionata a pagare alcun sovrapprezzo e non è fantascienza pensare che gli esercenti potrebbero fare a meno del costo maggiorato pur di non far scappare via clienti.

Il problema rimane che molte persone sono eccitate dal “giocattolino” 3D (forse troppo e forse con troppa poca consapevolezza di quello che c’è attorno). Ma il rischio è proprio di uccidere la gallina dalle uova d’oro che ha permesso di salvare un 2010 altrimenti disastroso, soprattutto offrendo contenuti mediocri nonostante le ottime potenzialità di questa tecnologia.

Io personalmente scelgo molto attentamente le pellicole che voglio vedere in 3 dimensioni, visto che anche noi sborsiamo tra i 10 e gli 11 euro a biglietto. L’offerte delle pellicole in 3D durante questo Natale è stata forse eccessiva non tutte le famiglie italiane possono permettersi di andare a vedere 2-3 pellicole in stereoscopia durante le vacanze, ma ne hanno scelta solo una.

Non è un caso che sono le pellicole in 3D per famiglie ad aver deluso al botteghino natalizio (come Narnia e Megamind) e mi chiedo se fossero state in 2D quanto avrebbero incassato in più o meno (vedi la buona performance di The Tourist).

Voi che ne pensate? Anche voi ci pensate tre volte prima di andare al cinema e sborsare il sovrapprezzo? Controllate sempre se la pellicola è stata girata in tre dimensioni o è stata riconvertita?

Fonte: thr

Scritto da Leotruman in 3D,Box Office,Cinema,Distribuzione

gen
09
2011
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Una utilissima rappresentazione grafica del Box Office 2010

2010 US Movie Box Office.jpg

Con l’inizio del nuovo anno proseguono le analisi sul Box Office del 2010. Non mancano anche le rappresentazioni grafiche del Box Office e tra queste quella realizzata da Zach Beane è ormai da un po’ di tempo una delle più interessanti.

Bisogna scorrere da sinistra verso destra tutto il grafico, seguendo questo link o cliccando sulla miniatura qui sotto per riscoprire, attraverso questa efficacissima rappresentazione grafica, quali sono stati i titoli più significativi dell’anno appena concluso e come si sono comportati al Box Office (ovviamente i dati sono USA).

2010thumbthumb.png

Spiccano per superficie occupata, ovviamente, Avatar a inizio anno, seguito da Alice in Wonderland, Iron Man 2, Shrek IV, Toy Story 3, Inception, Megamind ed Harry Potter.

L’infografico rende a mio avviso immediatamente l’idea di quanto siano diverse le dinamiche di alcuni titoli evento, come Twilight e Inception, col crollo verticale del primo dopo la prima settimana e la costanza del secondo, e rappresenta anche molto bene fenomeni come quello di Dragon Trainer, uno dei pochi titoli dalla tenitura lunga e in risalita alla terza, quarta e quinta settimana. Notare, infine, il rimbalzo effetto Oscar di Avatar, unico film, come si osservava l’anno scorso, ad aver beneficiato del premio.