Archivio del mese di maggio 2010

mag
31
2010
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Blackberry Vs. iPhone

Bello questo confronto tra il BlackBerry e l’iPhone, alla vigilia dell’uscita del quarto modello del melafonino.

Cineguru|dLog|ScreenWEEK|Via braddd’s posterous

Scritto da Davide in Infographic

mag
30
2010
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Lo stato di LinkedIn in Italia e nel mondo

E’ il più famoso social network professionale e infatti è l’unico serio in circolazione, anche se non ho mai capito se realmente serve. Comunque questa immagine ne riassume lo stato in Italia e nel mondo.

Cineguru|dLog|ScreenWEEK|Via braddd’s posterous

Scritto da Davide in Generale

mag
30
2010
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La storia della televisione dal 1926 ad oggi

Molto bello questo infografico che racconta la storia della televisione dal 1926 ad oggi. Tra qualche anno vedremo come sarà andata “in futuro”.

Cineguru|dLog|ScreenWEEK|Via braddd’s posterous

Scritto da Davide in Infographic

mag
27
2010
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iPad, quotidiani e nuove sfide dell’editoria

Finalmente ci siamo. Oggi l’iPad arriva ufficialmente in Italia, quasi due mesi dopo l’uscita negli USA. Dal mio primo viaggio con l’iPad ho già sperimentato più di un centinaio di applicazioni, ma negli ultimi giorni mi sono concentrato su Magazine e Quotidiani, perché se è vero che l’iPad è rivoluzionario per più di un motivo è certo che rappresenta una grandissima chance di rientrare in gioco, da protagonisti, per quegli editori storici che pur avendo ormai dei “siti” internet di livello, non sono mai stati del tutto in sintonia con la rete, con cui sono solo dovuti venire ai patti.

Proprio in rete, grazie all’iPad, possono adesso distribuire un nuovo tipo di prodotto più in sintonia con la loro cultura e il loro potenziale e i prossimi mesi saranno interessanti proprio per capire cosa funziona più e meglio sui nuovi dispositivi tablet/touch di cui l’iPad è il primo, per ora più importante, ma non unico rappresentante.

Nonostante il titolo di Repubblica, che è sempre stata brava a titolare che era “prima” in qualcosa fatto su internet (ricordo i tempi di Kataweb cinema…) anche se non è appunto vero, il primo quotidiano di cui ho provato una versione (deludente) su iPad è stato Il Messaggero (link App Store), uscito addirittura il 1 aprile.

Immagini per recensione applicazioni iPad

L’applicazione è quanto abbiamo già abbondantemente visto nelle versioni iPhone di molti quotidiani che si limitano ad aggregare e rilanciare i propri feed RSS ma, almeno per quanto posso dire io, la loro è la prima applicazione iPad di un quotidiano nostrano.

Repubblica, che su iPad si chiama Repubblica+ (Link App Store), è uscita nella seconda metà di maggio e devo dire che nei pochi giorni trascorsi dalla sua uscita è già notevolmente migliorata, risolvendo alcuni dei problemi che affliggevano la prima versione.

Immagini per recensione applicazioni iPad

La cosa più interessante dell’applicazione è che si apre con una schermata che lascia intendere un futuro di start page da cui scaricare, vedremo se gratuitamente o meno, più prodotti del suo gruppo editoriale. La versione iPad del quotidiano, che si apprezza anche per la possibilità di leggere alcuni articoli in versione testo ottimizzata per il device Apple, sarà quindi probabilmente un cavallo di troia con cui piazzare nei dispositivi dei lettori un ottimo nuovo canale di vendita di tutta l’offerta editoriale del gruppo.

Immagini per recensione applicazioni iPad

La cosa più fastidiosa dell’applicazione è invece la pubblicità a tutto schermo che si intromette nella navigazione con quello che su web chiameremmo un “interstitial”, che oltre a consumare banda (che in mobilità pagheremo) si aggiunge alla pubblicità già contenuta nelle pagine del quotidiano che, essendo molto frequente e ingombrante, dovrebbe già essere più che sufficiente a soddisfare gli appetiti economici dell’editore.

iPad

La sensazione è che aggiungendo questo tipo di presenza pubblicitaria si stia pensando di usare su questo tipo di applicazione sia il modello pubblicitario del giornale, quello della “pagina” pubblicitaria che quello del web, ovvero i banner, i video, i minisiti interattivi, cosa che va nella direzione di quanto proposto da Apple, ma è forse eccessivo quando si va ad innestare su un contenuto che già di suo contiene molta pubblicità, il cui valore per l’editore dovrebbe comunque ricominciare a crescere se queste applicazioni faranno nuovamente crescere il numero di copie “tirate” dei quotidiani.

Immagini per recensione applicazioni iPad

Se questa doppia pubblicità sia effettivamente troppo potremmo dirlo solo quando sapremo a quanto gli editori decideranno di vendere le loro versioni iPad. Potrei tollerare la pubblicità doppia su una versione gratuita del quotidiano, mai e poi mai l’accetterei su una versione a pagamento e, peggio ancora, nel caso di abbonamento.

E’ più semplice, ma è al momento la mia preferita, la versione iPad del Corriere della Sera (link App Store), che si apre direttamente sull’ultima edizione del giornale, si sfoglia con grande semplicità, potendo ovviamente zoommare sulle pagine, e non ha pubblicità aggiuntiva oltre a quella presente sulle pagine del quotidiano (che però venderà molte più pubblicità a tutta pagina).

Immagini per recensione applicazioni iPad

Qualche giorno fa il quotidiano ha pubblicato un articolo di presentazione dell’applicazione che ne descrive velocemente le funzionalità, che sono poi semplicemente la possibilità di sfogliarlo, di ingrandire porzioni della pagina per una migliore lettura, di saltare direttamente da una pagina all’altra con un apposito menù, e di leggere le vecchie edizioni in archivio.

Fwd:

Un’altra importante testata del gruppo RCS è stata portata su iPad con la stessa identica tecnologia. Si tratta della Gazzetta dello Sport che colora così di rosa anche il nuovo gioiello di casa Apple.

Gazzetta dello Sport Recensione iPad

In generale io ho trovato la fruizione di questi quotidiani su iPad assolutamente eccezionale. Se gli editori sapranno trovare formule commerciali adatte a tutti i diversi possibili segmenti di consumo (io ad esempio potrei abbonarmi ad un quotidiano, leggerne occasionalmente un altro anche pagando la singola copia e sfogliare gratis, quando capita, una Gazzetta) sono convinto che queste applicazioni faranno guadagnare nuovi lettori ai quotidiani, ne recupereranno di persi per strada e offriranno davvero una chance agli editori di rientrare “nella storia”, abbandonando modelli e canali distributivi ormai in via di estinzione.

Certo è che la modalità di navigazione sequenziale, quel gusto di sfogliare il giornale che con l’iPad si recupera davvero, è un qualcosa che può soddisfare le generazioni cresciute con la arta, ma non è detto eserciti lo stesso fascino sulle nuove generazioni, digitali per definizione, abituate ad una modalità di collegamento tra contenuti più ipertestuale e assolutamente interattiva.

L’iPad offre agli editori cartacei una grande occasione per innovare e lancia una nuova sfida agli editori del web, che si troveranno a dover competere su questi nuovi device proprio ora che sulla vecchia internet avevano cominciato ad ottenere quanto meritavano. Abbiamo la fortuna, di nuovo, di vivere in tempi interessanti.

mag
27
2010
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In difesa della Casa del Cinema

CdC sala deluxe copia.jpg

La Casa del Cinema in questi anni ha mantenuto fede alla promessa contenuta nel suo nome diventando davvero un luogo di incontro per il nostro cinema, con presentazioni, dibattiti e proiezioni.

Mi unisco quindi al coro di preoccupazioni per il suo futuro e rilancio questo comunicato relativo alla conferenza stampa che si svolgerà il 31 maggio proprio per chiedere all’amministrazione capitolina delucidazioni sul futuro della struttura.

In Difesa della Casa del Cinema.jpg

Scritto da Davide in Cinema, News
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mag
25
2010
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Il virale di Tron Legacy si ferma

Cominciare con “io l’avevo detto” è forse poco elegante.
Non c’è dubbio però che quello che si sta verificando era facilmente prevedibile a meno di non ipotizzare poteri paranormali per chi lavora intorno al marketing virale di Tron Legacy.

Come ricorderete abbiamo seguito il virale di questo film sin dalle prime battute.
Era febbraio (e qualcosina prima si era già mosso) e da lì sono successe un sacco di cose, da siti nascosti a giochi misteriosi ad eventi reali.
L’ultima mossa è stata pochi giorni fa, l’uscita dell’attesissimo Space Paranoids, il gioco online creato da Flynn.

Tron Legacy 24

Quindi qual è il problema?
Il problema è che il film è ancora ben lontano dall’arrivare in sala ed il materiale virale che ci ha invaso è talmente tanto e tanto complesso che più volte mi sono chiesto se non avessero fatto partire il tutto un po’ troppo presto.
Ora sappiamo che la risposta è: probabilmente si.

Probabilmente si perchè l’ultimo annuncio ci fa sapere che il carrozzone si ferma per un po’, giusto il tempo di approfondire alcune questioni relative alla Encom.
L’avviso dichiara che ci sono talmente tante cose in ballo, talmente tante novità da proporre che è il caso di fermarsi un momento per riorganizzare le idee.
Il risultato è però che il virale si ferma “per qualche settimana” lasciando un vuoto nel flusso di notizie a cui eravamo abituati.
Un vuoto che si sentirà senza dubbio ed al momento di ripartire non sarà facile tornare a tessere le fila di quello che è stato interrotto.

Sul forum Flynn Lives ci sono inevitabili considerazioni sullo stop.

Ed anche gli account con tanta fatica conquistati sul sito della Encom sono al momento bloccati e inaccessibili.
Ma qualcuno ha fatto uno screenshot di una delle ultime pagine disponibili.

Per quello che vale il mio parere avrei aspettato qualche mese a far partire il tutto ma avrei evitato questo stop.
Non escludo però che tutto il mio discorso possa essere inutile perchè (visto quello a cui ci hanno finora abituati) non sarei sorpreso che l’annuncio nascondesse invece novità inimmaginabili al momento.

Al solito, staremo a vedere…

Scritto da Gabriele Farina in Cinema, Marketing, virale
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mag
19
2010
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mag
18
2010
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Social media… ultima frontiera

VA bene i social media, ma io spero che l’ultima frontiera resti lo spazio!

Cineguru|dLog|ScreenWEEK|Via braddd’s posterous

Scritto da Davide in Infographic

mag
17
2010
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L’industria del cinema 2009 in numeri

Dopo settimane di distrazioni ecco un infografico che più in tema non si può. Ne avevo già pubblciato uno del genere, ma questo è riferito ai dati del 2009 e prende in considerazione i 518 film usciti nell’anno. Buona visione.

Film industry by the numbers
Via: Online MBA

Scritto da Davide in Box Office, Cinema, Infographic, Online
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mag
17
2010
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Occhiali 3D: la Consensus Conference della Società Oftalmologica Italiana

A due mesi circa dalla montatura orribile degli Occhiali 3D arrivano i risultati di una Consensus Conference della Sociatà Oftalmologica Italiana che sembra affrontare il problema a tutto tondo e rassicurare tutti gli interessati, anche i bambini sotto i 6 anni (ma maggiore di 2, che tanto al cinema non ci vanno), riproduco qui di seguito il testo del comunicato.

CONSENSUS CONFERENCE

Indicazioni per l’utilizzo di sistemi per visione tridimensionale virtuale (3D)

Introduzione

La Società Oftalmologica Italiana (SOI) fondata nel 1879 è un Ente Morale giuridicamente riconosciuto che agisce da oltre 130 anni a difesa della vista. La SOI rappresenta il riferimento istituzionale dei 7000 oculisti italiani. Compito statutario della SOI è “la tutela e salvaguardia della salute visiva della collettività, ispirandosi ai principi della prevenzione, cura e riabilitazione sanciti nelle convenzioni internazionali e nella costituzione italiana in materia di diritto alla salute” (Titolo 1 – Articolo 1 dello Statuto SOI).

La SOI – in seguito alla Circolare del Ministero della Salute del 13 marzo 2010 avente come oggetto “Occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici”, che regolamenta l’accesso all’utilizzo delle tecnologie 3D – è stata sollecitata da molteplici richieste da parte di istituzioni, organizzazioni e singoli cittadini ad approfondire le potenziali conseguenze dell’utilizzo delle tecnologie 3D sulla popolazione. In risposta a queste richieste, la SOI – seguendo linee guida internazionalmente riconosciute – ha riunito un Panel di Esperti (allegato 1) in una Consensus Conference che ha elaborato le presenti indicazioni sull’adeguato utilizzo di queste tecnologie, strumento utile al confronto con ogni attore istituzionale.

Premessa

Allo stato attuale non esistono indagini su campioni rappresentativi della popolazione generale che valutino gli effetti dell’uso della visione tridimensionale virtuale (3D) sull’apparato visivo o sulla salute in generale. In particolare è opportuno segnalare che:
- non esistono dati sperimentali che possano far ipotizzare che l’osservazione di filmati 3D, basati sulla separazione delle immagini che raggiungono gli occhi, possa essere dannosa per l’apparato visivo o per la salute in generale
- per i tempi di esposizione attualmente più diffusi (inferiori a 3 ore consecutive) sono stati segnalati in soggetti ipersuscettibili esclusivamente episodi di malessere transitorio senza danni irreversibili alla salute.
Dovendo ipotizzare una espansione di questa tecnologia con incremento del numero dei soggetti esposti e del tempo di esposizione a sistemi 3D, diviene necessario individuare – dapprima sul piano concettuale e quindi attraverso indagini su campioni significativi di popolazione – i soggetti ipersuscettibili, cioè chi si ritiene possa avere un maggior rischio di sviluppare segni e sintomi.

Visione tridimensionale virtuale

I filmati visibili in 3D sono realizzati con apposite videocamere dotate di due obiettivi distanti tra loro sul piano orizzontale circa 6 cm. – valore simile alla distanza tra i due occhi – che registrano separatamente le immagini destinate a ciascuno dei due occhi.
Durante la proiezione ogni fotogramma presenta due immagini: una destinata all’occhio destro ed una all’occhio sinistro. Al momento sono utilizzati tre tipi di tecnologia 3D: – Filtri polarizzanti (ad esempio RealD): ogni fotogramma è proiettato attraverso filtri a polarizzazione opposta. L’osservatore indossa occhiali con polarizzazione equivalente. Per preservare la polarizzazione la proiezione avviene su schermi silver screen. Gli occhiali sono economici.
- Filtri che separano lo spettro (ad esempio Dolby 3D): ogni fotogramma è proiettato attraverso filtri passa triplette di lunghezze d’onda non sovrapponenti. L’osservatore indossa occhiali con filtri dotati di proprietà spettrali che permettono a ciascuno dei due occhi di percepire solo le immagini ad esso destinate. Non è necessario nessuno schermo particolare. Gli occhiali sono costosi.
- Sistemi ad otturatore alternato (ad esempio XpanD 3D): i fotogrammi per l’occhio destro e sinistro sono presentati in modo alternato ad una frequenza di circa 60 Hz al secondo. L’osservatore indossa occhiali “attivi” che in risposta ad uno stimolo elettrico sincrono con le immagini presentate lasciano passare alternativamente le immagini per l’occhio destro e quelle per l’occhio sinistro. Questo sistema viene utilizzato negli schermi televisivi con tecnologia LCD (Liquid Crystal Display) e Plasma di ultima generazione.
Tutti questi sistemi richiedono il filtraggio dell’immagine con riduzione della luminosità e del contrasto. A differenza dei film 3D degli anni 50, le tecniche moderne non producono differenze percettive di colore tra le immagini dell’occhio destro e sinistro. Le proprietà temporali di ogni sistema sono diverse, ma nessuno produce un flicker maggiore dei sistemi standard a 2D.
Una ulteriore tecnologia è rappresentata dagli HMD (Head Mounted Display) dove sostanzialmente lo schermo è montato direttamente sugli occhiali e ciascuna “lente” è un piccolo schermo a cristalli liquidi che riproduce immagini diverse per ciascun occhio. A questi apparecchi sono solitamente associati dei sensori di movimento per cui quando si muove la testa anche l’ambiente grafico visualizzato sugli schermi ruota concordemente. Questa “realtà virtuale” è utilizzata anche in ambito lavorativo e per tempi solitamente prolungati.
L’evoluzione della tecnologia 3D va verso l’abolizione dei sistemi di filtraggio da applicare davanti agli occhi mediante la realizzazione di sistemi olografici che, attraverso la sovrapposizione di più schermi, possa fornire immagini tridimensionali.

Apparato visivo e visione tridimensionale

Per poter leggere le tre dimensioni reali l’apparato visivo umano è dotato di una serie di sistemi che consentono la completa cooperazione tra i due occhi – perfetta integrazione delle immagini avviate al cervello da ciascuno di essi attraverso la fusione binoculare e la sincinesia accomodazione convergenza – ed il sistema labirintico e propiocettivo. Il funzionamento ottimale di questo sistema consente la visione stereoscopica. Se la cooperazione tra i due occhi è imperfetta o viene interrotta si riduce o si perde la stereoscopia. Se si dissocia la via visiva da quella labirintica e propiocettiva compaiono le chinetosi.
Nelle tre dimensioni virtuali si interrompe la sincinesia accomodazione/convergenza in quanto mentre l’accomodazione rimane stabile per la posizione fissa del piano dello schermo, la convergenza viene stimolata dal movimento e dalla sensazione di profondità. Non sono segnalate in letteratura alterazioni oculari permanenti causate dall’interruzione di questo meccanismo. Allo stesso tempo si verifica la dissociazione tra canale visivo e canale labirintico/propiocettivo con possibile comparsa di fenomeni chinetosici.

La fusione binoculare si instaura e consolida tra i 3 ed i 6 mesi di vita. La stereoscopia diviene assimilabile a quella di un soggetto adulto ad 1 anno di vita. Tra gli 11 ed i 18 mesi tutte le funzioni visive raggiungono la maturità. Per queste ragioni i test più comunemente utilizzati nei bambini più piccoli per l’individuazione di anomalie della visione binoculare sono gli stereogrammi.
Effetti della visione tridimensionale virtuale sull’apparato visivo
Dopo il compimento di due anni di vita, nei soggetti sani, si deve ritenere perfettamente consolidata la fusione binoculare, la stereopsi e la sincinesia accomodazione/convergenza. Allo stato non è possibile ipotizzare effetti negativi sull’apparato visivo da visione tridimensionale virtuale.

L’eventuale disagio sensoriale che si può accompagnare alla visione tridimensionale virtuale è causato dalla incongruità tra informazione sensoriale visiva e informazione sensoriale labirintico- propiocettiva. L’occhiale che fa apparire tridimensionali le immagini proiettate bidimensionali sullo schermo non danneggia la vista e l’eventuale malessere dei soggetti ipersuscettibili è una “motion sickness” che si risolve immediatamente con la semplice chiusura di un occhio o interrompendo la visione 3D togliendo gli occhiali.

E’ utile osservare che la visione di filmati in 3D non deve essere sconsigliata poiché può svolgere un importante ruolo nella diagnosi precoce di anomalie della visione binoculare che a questa età possono trarre notevole vantaggio dalle terapie. Infatti, i soggetti con anomalie della binocularità rilevanti non avranno visione tridimensionale virtuale, mentre quelli con alterazioni lievi della binocularità – che non sono in grado di produrre effetti nella visione tridimensionale reale – potranno avere la comparsa di sintomi che, comunque, si interromperebbero con la semplice rimozione degli occhiali.

Nei soggetti con anomalie della binocularità ben compensate e nei soggetti sani la visione di filmati 3D può essere consigliata senza limitazioni. Nei soggetti con anomalie della binocularità non ben compensate possono comparire disagi durante la visione di filmati 3D che comunque scompaiono rapidamente con la rimozione degli occhiali. Si lascia alla sensibilità di ogni singolo individuo la opportunità di proseguire la visione dei filmati in 3D.
E’ comunque consigliabile, per i soggetti che durante la visione di filmati 3D avessero avuto disturbi, sottoporsi ad una visita medica oculistica in quanto i disturbi potrebbero essere il segno di una patologia non ancora diagnosticata a carico dell’apparato visivo o del sistema labirintico- propiocettivo.

Norme di utilizzo degli occhiali per la visione tridimensionale virtuale

Aspetti igienico-sanitari Sarebbe auspicabile che l’occhiale per la visione tridimensionale virtuale fosse personale come l’occhiale da vista. Tuttavia, a causa della mancanza di un sistema standard per la visione 3D, ancora per alcuni anni ogni sistema di visione 3D necessiterà del suo specifico occhiale. I costi degli occhiali “attivi” LCD per la visione 3D rendono poco probabile l’utilizzo di occhiali monouso. Questi occhiali non possono essere sanificati per immersione in liquidi disinfettanti o in acqua; potrebbero essere sanificati con disinfettanti gassosi ma con procedure troppo complesse e di difficile gestione. Notiamo che il problema della bonifica prima del riuso di occhiali attivi non è stato nemmeno posto in altri Paesi. Ciò indica un ben limitato timore di cross-infection. In effetti, non si provvede nemmeno alla bonifica di auricolari e microfoni utilizzati nelle sale congressi per la traduzione simultanea o per il “televoto”, così come non è prevista una bonifica di tastiere dei computer o dei touch screen negli aeroporti o in tanti altri contesti pubblici e, in particolare, non si provvede alla bonifica degli occhialini di prova che vengono utilizzati in tutti gli ambulatori oculistici pubblici e privati per l’esame della vista, senza che siano mai stati segnalati problemi di disseminazione di infezioni oculari. Dal che, a buon senso, si può derivare il concetto che una pulizia degli occhiali con un fazzolettino detergente o disinfettante da parte del nuovo spettatore dovrebbe essere più che sufficiente a scongiurare la trasmissione di infezioni oculari. I soggetti sottoposti di recente ad interventi di chirurgia oculare è consigliabile che ricevano indicazioni dallo specialista oculista di fiducia sulla opportunità di utilizzare la visione tridimensionale virtuale ed i necessari occhiali.

Gli occhiali per la visione 3D filtranti devono essere indossati solo da seduti; è sconsigliato muoversi indossando questi occhiali. L’uso dell’occhiale per la visione tridimensionale virtuale deve avvenire sempre insieme all’eventuale occhiale da vista.

Avvertenze d’uso di occhiali per la visione tridimensionale virtuale

In base a quanto illustrato si riportano sinteticamente le principali avvertenze d’uso di occhiali per la visione 3D:
- prima di indossare qualsiasi occhiale non strettamente personale è consigliabile che venga pulito con fazzolettini detergenti/disinfettanti
- prima di alzarsi dal posto è consigliabile togliersi gli occhiali per la visione 3D
- se l’occhiale per la visione 3D viene usato senza le necessarie prescrizioni di occhiali da vista o lenti a contatto, può comparire affaticamento oculare anche dopo pochi minuti di
visione
- se compaiono disturbi agli occhi o sensazione di malessere generale togliere gli occhiali per la visione 3D; normalmente i disturbi passano rapidamente
- se si è stati operati di recente agli occhi è necessario chiedere al proprio oculista di fiducia se si può utilizzare la visione 3D ed i relativi occhiali.

Individuazione di ipersuscettibili oftalmici alla visione 3D

La SOI ha predisposto un modulo riservato ai medici oculisti con il quale rilasciare ai pazienti che si sottopongono a visita oculistica una attestazione di assenza di controindicazioni oftalmiche all’uso di sistemi di visione 3D (allegato 2). Questo approccio permette di individuare la presenza di condizioni oculari che possano favorire la comparsa di sintomatologia.

PANEL ESPERTI CONSENSUS CONFERENCE

Dott. Matteo Piovella – Presidente Presidente dalla Società Oftalmologica Italiana Segretario della Associazione Sindacale Medici Oculisti e Ortottisti Italiani

Prof. Pasquale Troiano – Coordinatore Clinica Oculistica Università di Milano Fondazione Policlinico IRCCS Presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Società Oftalmologica Italiana

Prof. Daniel Adams Assistant Professor of Ophthalmology, University of California – San Francisco

Prof. Costantino Bianchi Vicepresidente della Società Italiana di Ottica Fisiopatologica Consigliere della Associazione Sindacale Medici Oculisti e Ortottisti Italiani

Prof. Paolo Emilio Bianchi Direttore Clinica Oculistica Università di Pavia – Esperto di

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